Rai, Marcello Foa, la Lega insiste, con Berlusconi ci metteremo d’accordo…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 agosto 2018 10:06 | Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2018 10:14
Marcello Foa quanti direttori costa? Rai: se hai (con l'acca giusta) il presidente, che mi dai?

Rai, Marcello Foa quanti direttori costa? Rai: se hai (con l’acca giusta) il presidente, che mi dai?

ROMA – La commissione di vigilanza non lo ha votato, ma il salvagente lanciato dalla Lega tiene ancora in vita l’ipotesi che avremo un presidente della Rai sovranista, disgustato dal presidente della Repubblica, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] nemico dell’elite e disinvolto nell’uso dell’acca, almeno nei post? Marcello Foa, l’indiziato numero uno per l’ascesa al soglio Rai, ha perso in Commissione di vigilanza (dopo essere stato eletto presidente dal nuovo cda) ma i capogruppo della Lega della Camera e del Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo non disperano:

“Siamo dispiaciuti dell’asse Pd – FI che cerca di fermare il cambiamento, sia del Paese che della Rai. Dal Pd non ci aspettiamo nulla, con FI invece siamo pronti a confrontarci perché sicuri che anche la Rai abbia bisogno di aria nuova, cambiamento, qualità e meritocrazia”.

Meritocrazia, fa rima con burocrazia e poteri occulti ma fa anche tanto chic. Ma tant’è… E così Molinari e Romeo insistono e aprono:

“Siamo convinti che i fraintendimenti di questi giorni sul metodo, più che sul merito, possano essere superati perche’ le qualità di Marcello Foa, come uomo e giornalista libero e corretto sono universalmente riconosciute e apprezzate”.

Per ora le cose stanno così. Sua Emittenza Berlusconi, dalla camera di ospedale per il check salute di routine ha posto il veto, minacciando la rottura definitiva della strana alleanza con la Lega, potenzialmente mettendo a rischio i governi di regioni e comuni amministrati insieme. Berlusconi i 4 voti a Foa non li concede, Salvini mostra di fregarsene. A meno che…

Cesare Lanza, che dell’eterna pantomima sulle nomine Rai è conoscitore smaliziato, ha gioco facile invece a suggerire la soluzione più ortodossa, la pantomima essendo un genere chiuso e immodificabile. Vuoi i 4 voti, quante direzioni mi dai? Non c’è governo del cambiamento che tenga, la pantomima ha un copione obbligato, do ut des fintanto che il Parlamento non avrà assecondato i deliri distopici di un Beppe Grillo. Quindi avremo un presidente della Rai sovranista, disgustato dal presidente della Repubblica, nemico dell’elite e attento “hai bisogni dei cittadini italiani”. E ai bisogni dei partiti in termini di direttori di Reti, Tg, sedi locali…