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Marò: Caporetto Bonino, De Mistura, diplomazia e tutti i politici italiani

Marò: Caporetto Bonino, De Mistura, diplomazia e tutti i politici italiani‏ROMA – Le ultime evoluzioni del caso dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che si sta avviando al rango di Caporetto della diplomazia italiana,  ha confermato l’inettitudine della classe politica italiana e ha dimostrato che l’Italia conta meno dell’India per l’Onu, dove i pirati, o potenziali pirati o sospetti pirati, sono creduti più dei nostri mlitari. Non ci si deve stupire, dopo anni di propaganda ostile da parte di italiani in posizioni di responsabilità nelle organizzazioni internazionali e visto anche l’atteggiamento colpevolista diffuso in una parte degli italiani. Se noi non crediamo nella nostra gente e non la difendiamo, che genere di rispetto ci aspettiamo dagli altri?

Gli americani tutelano i loro militari anche se palesemente colpevoli noi italiani abbiamo mandato i due marò in bocca al loro destino.

L’intervento al Senato e poi alla Camera del ministro degli Esteri Emma Bonino è da trascrivere nel libro nero insieme con la battuta del deputato  Gianluca Pini della Lega, sul povero Staffan  De Mistura, che la storia dei marò ha fatto assurgere a simbolo dei gravi limiti della nostra diplomazia.
Ma da lì a definirlo
“non un campione di diplomazia; al massimo uno scarto della diplomazia”
non è giusto a prescindere dal merito, perché in questi due anni Gianluca Pini e tutta la Lega come anche gli altri partiti delle Larghe intese se ne sono stati tutti ben zitti.
Difficile comunque dare torto a Gianluca Pini quando ha definito le parole dette da Emma Bonino ai due ram del Parlamento “una resa” e ha aggiunto: “Qualcuno ha venduto quei ragazzi agli indiani nel precedente governo, e questa resa peserà per sempre come un’onta sulla sua carriera politica”.
La relazione di Emma Bonino al Senato secondo la cronaca dell’Agi:

“Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon ha corretto il tiro sul caso marò e ha promesso al governo italiano un intervento presso le autorità indiane. Un cambiamento di rotta, frutto del pressing diplomatico italiano”. [Secondo Emma Bonino], Ban Ki Moon, ha spiegato la titolare della Farnesina, “mi ha assicurato comprensione e un intervento verso le autorità indiane”. A quanto si è appreso in ambienti diplomatici, il segretario generale si è detto “sorpreso” per la decisione indiana di ricorrere all’applicazione del Sua Act, la legge antiterrorismo del 2002 e ha sottolineato la propria intenzione di approfondire la questione, anche dal punto di vista giuridico.

“Parlando a Palazzo Madama, presente in tribuna lo stesso inviato del governo, Staffan de Mistura, appena rientrato dall’India, la Bonino non ha nascosto la delusione italiana per la reazione iniziale di Ban: “Mi sembra lascia a desiderare. Pur non essendo nuova nella sostanza, ci ha sollevato grande rammarico e fortissima perplessità”. Non è una disputa tra Stati, è una questione di diritto, ha insistito Emma Bonino. Sulla preoccupazione per “l’uso abusivo di un quadro giuridico che rischia di mettere rischio l’intera azione internazionale contro la pirateria”, ha assicurato, adesso l’Italia “non è più sola”, ma sono allineati con lei tanto la Nato che l’Ue.

“L’alto responsabile per gli esteri dell’Ue Catherine Ashton sarà a colloquio domani con il segretario generale dell’Onu Ban ki-moon e risolleverà il caso”
dei marò.
E ancora, parola di Emma Bonino:
“Rimarrò in contatto con l’alto commissario delle nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay, che incontrerò a Ginevra”.

 

 

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