Matteo Salvini, è il razzismo la sua ricetta elettorale per prendere tutto, al prossimo giro

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 14 giugno 2018 7:17 | Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2018 23:55
Matteo Salvini: razzismo, la sua ricetta elettorale per prendere tutto

Matteo Salvini, è il razzismo la sua ricetta elettorale per prendere tutto, al prossimo giro

Matteo Salvini, certamente il personaggio oggi più a destra in Italia, un razzista dichiarato, è il vincente in queste elezioni e il personaggio emergente della politica italiana. La mossa[App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] di negare l’attracco in porto alla nave-emigranti Aquarius è stata una mossa, dal suo punto di vista, geniale. Piacerà alla gente. Tranne forse ai miei amici “de sinistra”, che si accollerebbero anche mezza Africa, pur non sapendo dove metterla e come sfamarla.

E’ ovvio che non è in questo modo che si possa affrontare un problema delle dimensioni della migrazioni verso l’Europa. Ma, intanto, facciamo notare che non siamo disposti a diventare il ricovero di tutti quelli che scappano dall’Africa, anche perché poi non sappiamo integrarli: non abbiamo i soldi per farlo, e nemmeno la cultura.

Il problema, quindi, tornerà a riproporsi (anche perché l’Italia si va spopolando). E su questo, come integrare una quota ragionevole di immigrati nella società italiana, Salvini non ha alcuna ricetta, se non quella di cacciarli via. Salvini è per la purezza della razza italica, non vuole negher (come li chiama lui) fra i piedi.

Gli si apre comunque un problema, e non di poco conto. Contro le sue decisioni si stanno schierando numerose città marinare, che hanno deciso di aprire i propri porti agli sbarchi. Non so, sul piano della legge, quanto questo sia possibile (non abbiamo un regime di città-stato e le repubbliche marinare sono sparite da un pezzo).

Ma per il momento Salvini raccoglie gli applausi di molti italiani, e anche i voti (che poi a lui è quello che interessa davvero).

Con alcune conseguenze politiche interessanti. La prima è che la Lega sta avendo successo e che si sta mangiando i 5 stelle, quasi a rischio di estinzione o comunque in fortissimo ridimensionamento.

Oggi i 5 stelle sono seriamente spaccati al loro interno. L’ala governativa (Di Maio e amici) ha scoperto una sorta di America: il potere, le auto blu, i soldi, il potere di nominare parenti e amici in buoni posti con buoni stipendi. Insomma, hanno scoperto che si fa presto a diventare Kasta e che essere Kasta è bello. La vita è più ricca e è più facile. Non torneranno indietro facilmente. Accetteranno qualunque cosa pur di stare al loro posto.

Anche perché gli scossoni elettorali che stanno prendendo, probabilmente li stanno convincendo che questa è la loro unica occasione per godersela un po’. La prossima volta potrebbero non esserci o essere fuori dal governo, lontano dal potere e dai soldi.

La Lega è su posizioni molto diverse. Salvini già lo sapeva, ma adesso ha le prove che il razzismo paga. E quindi pensa che alle prossime elezioni potrebbe puntare a conquistare il potere da solo, servendosi di Forza Italia e dei Fratelli d’Italia come ubbidienti sgabelli.

In sostanza, i 5 stelle hanno tutto l’interesse a difendere l’esistente perché cominciano a capire che stavolta gli è andata bene, ma che la cosa potrebbe non ripetersi. La Lega, invece, è convinta che il meglio (il potere assoluto) deve ancora venire: verrà al prossimo giro.

Da qui le tensioni, che inevitabilmente ci saranno.

La partita, insomma, è fra una destra che punta tutto sul razzismo (la Lega) e un  aggregato di scemi alla ricerca di soldi e potere (i 5 stelle). Opposizione, di destra e di sinistra, non pervenuta. Più che sull’Aventino, in vacanza da qualche parte dell’universo.