Migranti: se i 250 mila di Milano e Papa Francesco ne ospitassero uno a casa loro…

di Sergio Carli
Pubblicato il 27 marzo 2019 16:37 | Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2019 16:37
Migranti: se i 250 mila di Milano e Papa Francesco ne ospitassero uno a casa loro...

Migranti: se i 250 mila di Milano e Papa Francesco ne ospitassero uno a casa loro… (Ansa)

di Sergio Carli

Migranti, profughi e clandestini in attesa di asilo. Ecco un’idea per risolvere il problema alla base. I 250 mila che hanno partecipato a Milano alla sfilata in favore dei loro diritti e dei diritti in genere tranne che i nostri ne ospitano uno ciascuno; Papa Francesco, visto il ruolo e le disponibilità immobiliari, almeno mille.

Se tutte queste persone di buona volontà, così solerti nel dire agli altri cosa si deve fare, si impegnassero in una offerta del genere, finirebbero per contendersi il profugo: quelli arrivati in Italia nel 2017 furono, secondo lenius.it, meno di 120 mila, nel 2018 meno di 24 mila.

Forse con uno sforzetto basterebbe l’ospitalità del Papa.

Papa Francesco a volte ha delle idee grandiose, come quella di spostare la mano che il fedele inginocchiato gli voleva baciare.

Grande gesto di dignità.

Purtroppo, quando sembra dare retta a certi suoi consiglieri, non convince. L’ultima, clamorosa, la visita in Campidoglio a Roma, a sostegno di Virginia Raggi. Si può anche essere stati d’accordo con Papa Francesco quando sbugiardò il sindaco di Roma Ignazio Marino. Marino fu una invenzione del mai rimpianto Pier Luigi Bersani. Il Pd avrebbe dovuto defenestrarlo il giorno che fece perdere al suo partito almeno diecimila voti di romani inferociti per il caos del traffico e la asfissia di un intero rione a seguito di una utopia ideologico urbanistica sui Fori imperiali.

Invece lo impalarono su quattro note spese e lo sputtanamento inflittogli dal Papa.

Che però ora Papa Francesco si schieri così apertamente a favore del successore di Marino, l’attuale sindaco in gonnella Virginia Raggi appare proprio come una ingerenza indebita nelle cose italiane. Così si sarebbe detto una volta, quando i confini fra il giusto e l’ingiusto erano più ben tracciati in ciascuno di noi. Ma questo è il paese dell’oblio. Così il fatto che il sommo pontefice della Chiesa cattolica parli della pulizia delle strade di Roma come un Salvini qualunque lascia indifferenti.

Ai più sembra una puntata dell’Isola dei Famosi. Che poi, a un mese dalle elezioni europee, apparendo insieme con la Raggi al balcone affacciato sul Foro, il Papa abbia offerto un bel endorsement al Movimento 5 stelle, fa un certo effetto. Ma che alcuni personaggi di spicco del mondo grillino o post grillino siano in cella di sicurezza accusati di molto poca (almeno in apparenza) onestà, tutto questo al Papa non sembra fare effetto.

Così quasi nessuno nota che Papa Francesco dice agli italiani di essere ospitali con i poveri, ma poi lui i poveri, i barboni li lascia fuori della porta.

Quando o se vi trovate a Roma, fate una puntata a piazza San Pietro dopo il coprifuoco. Basta un quarto d’ora. Lasciate la macchina, se siete motorizzati, in una traversa di via della Conciliazione, proseguite a piedi fino al confine della piazza. State attenti a non calpestare uno di quei poveretti che dormono all’addiaccio, in territorio italiano, avvolti nei loro stracci e nei sacchi a pelo. La nostra polizia vigila, il silenzio è quasi surreale. La finestra del palazzo papale è buia, il Papa lavora e dorme da un’altra parte.

Viene in mente Stefano Ricucci, sfortunato scalatore del Corriere della Sera ma fortunato fotografo di un vizio nazionale: peccare, ma con il corpo altrui.