Ombre su Roma: fantasmi dei tempi di Veltroni, Coop non solo Carminati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 luglio 2015 8:05 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2015 8:05
Ombre su Roma: fantasmi dei tempi di Veltroni, Coop non solo Carminati

Veltroni (foto Ansa)

ROMA – Cosa nascondono le dimissioni di Silvia Scozzese da assessore al Bilancio del Comune di Roma? Non sembra essere solo un calo di intesa cordiale fra la ormai ex assessore e il sindaco di Roma Ignazio Marino. Dietro ci sono almeno due retroscena che solo in parte si spiegano con i sentimenti ostili di Matteo Renzi, cui Silvia Scozzese fa riferimento e il sindaco:

1. Silvia Scozzese è stata spinta alla porta in una forma di mobbing politico, per fare posto a Marco Causi, deputato del Pd, il cui nome è legato ai dissesti dell’epoca si Walter Veltroni sindaco. Da giorni si parlava del prossimo rientro di Marco Causi in giunta. Il Messaggero lo aveva scritto riferendo delle manovre in corso e captate nei corridoi della Camera.

Che Marino sia dietro alla manovra appare verosimile. In cerca di appoggi per contrastare Renzi e rafforzare la sua traballante poltrona, la precaria situazione può bene avere spinto Marino verso parti del Pd che sono in contrasto con Renzi e avere aperto al rientro di Marco Causi.
Nel gioco di specchi che è la politica, spingere fuori Silvia Scozzese era l’imperativo categorico.

Nella lettera di dimissioni di Silvia Scozzese c’è un innegabile profumo di veleno e il mobbing è palpabile.

2. Lo strapotere delle cooperative, cui innegabilmente Silvia Scozzese allude, insieme con altri soggetti economici, come cause del disagio a fronte di procedure amministrative discutibili, nella sua lettera di dimissioni. A cosa altrimenti si sarebbe riferita quando scrive che il compito del Comune di Roma dovrebbe essere

“garantire i servizi utilizzando le risorse disponibili attraverso procedure di evidenza pubblica, e non già richiedendo maggiori risorse finalizzate ad alimentare proroghe e affidamenti diretti. E un tale tema, che reputo ineludibile, non può costituire o essere considerato come un ostacolo al compimento delle scelte amministrative”.

Su Roma incombe l’ombra delle cooperative di Buzzi e Carminati, sull’Italia incombe l’ombra delle cooperative, un gigante economico che costituisce, per i suoi storici legami con le mutazioni del Pci, uno dei più macroscopici casi di conflitto di interessi, tanto grosso che nessuno sembra accorgersene.