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Perché il Pd ha perso: ius soli, tasse, profughi ma anche ciclisti lo hanno reso inviso agli italiani

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Perché il Pd ha perso: ius soli, tasse, profughi ma anche ciclisti lo hanno reso inviso agli italianiANSA/CLAUDIO PERI

La sconfitta del Pd in Sicilia e a Ostia, periferia di Roma, ha un nome, anzi una serie di nomi: ius soli, tasse, assalto incontrollato dei profughi sono i casi più noti eclatanti e evidenti. Ma c’è in genere la qualità della vita civile che è scaduta sotto il regno del Pd. Non sarà colpa loro, ma finisci per attribuirgliela: il centro delle città è trasformato in un teatro a cielo aperto che ci ha reso ostaggio di artisti da strada più o meno probabili, mentre ci assediano mendicanti di ogni etnia e colore. Ma nel conto vanno messe anche le biciclette che sfrecciano sui marciapiedi dei centri urbani, spesso contromano, mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini.

Aggiungete uno spruzzo di arroganza erogato da un Matteo Renzi ormai fuori controllo e il risultato è il disastro.

Tutto ha contribuito: alla base ci sono ideologia e scelte sbagliate. Non è sinistra quella del Pd, è ideologia da salotto. Ora se la sbrigano dicendo che i siciliani sono fatti così, che a Ostia sono nazi-fasci e, peggio del peggio, che il Pd ha deviato dai suoi grandi ideali. Il commento di Ezio Mauro su Repubblica è il rifiuto di ammettere le vere cause della sconfitta, costituisce la premessa di guai ancora maggiori.

Andrea Orlando, l’anti Renzi nel Partito Democratico, ha dato concretezza al verbo di Mauro: togliamo i soldi dello champagne ai ricchi per darli ai poveri.

Il Pd, e Repubblica, hanno convinto gli italiani che tutti i mali d’Italia erano riconducibili a Berlusconi. Berlusconi è stato defenestrato non da un voto ma da una complessa manovra di palazzo dalla quale lo stesso reprobo non era estraneo. Le colpe attribuitegli non erano quelle vere, ma colpe che non sono tali per tanti italiani: evasione fiscale e frequentazione di malefemmine minorenni. Che Berlusconi un castigo lo meritasse è certo. Perché la legge in base alla quale è stato punito l’ha voluta lui, perché nei 20 anni in cui dentro e fuori, ha guidato l’Italia non ha fatto nulla per gli italiani, tradendo proprio quel ceto medio che gli aveva creduto.

In base al patto scellerato fra Pd e Berlusconi di 20 anni fa, Massimo D’Alema ha fatto delle tv Mediaset un fortino inespugnabile, un monumento , in cambio la politica in Italia l’ha fatta il Pd, con un costante aumento della pressione fiscale coerente con la sua ideologia. Oggi in Italia le tasse le pagano metà dei contribuenti. L’altra metà non sono evasori, sono “poveri” esentati.

E’ abbastanza facile capire, se lo si vuole, il contributo alla sconfitta delle cause più evidenti:

ius soli: spingere Gentiloni a minacciare il voto di fiducia è un suicidio che solo Delrio poteva concepire;

sulle tasse, la metà che le paga conosce il salasso. Dovevano tagliare un po’ i costi pubblici. Quei poveri pellegrini che si si sono cimentati sono stati messi alla porta con discrezione ma altrettanta fermezza;

l’assalto incontrollato dei profughi, solo Marco Minniti ne ha capito la portata, ma è solo, isolato, intorno a lui ragliano gli umanitari, i buonisti, i preti. La Boldrini non è del Pd ma entrerà inevitabilmente nella coalizione e la gente non si fida più.

L’ultimo colpo l’ha dato il sindaco leghista di Legnano, Gianbattista Fratus, che cinque mesi fa ha sottratto al Pd la poltrona. Ci sarà una ragione. La conferma è oggi. La gente di Legnano non ne può più dei ciclisti. Li associa alla sinistra, per colpa di Ignazio Marino, sindaco ciclista di Roma, dimenticando che Gianni Alemanno, suo predecessore post fascista, flirtava anche lui con quegli arroganti. Chi lanciò il segnale che contromano si può fu un anonimo funzionario del Governo Monti. Ma per la gente comune tutto va messo in conto al Pd. Legnano segue Bologna e Genova. Ci auguriamo che altre città seguano l’esempio. Il rifiuto di mettere in riga i ciclisti potrebbe essere il colpo di grazia per il M5s.

Ma questo è un sogno. Il Movimento 5 stelle è il primo partito. Berlusconi che gode del diritto all’oblio  postquinquennale in Sicilia ha raccolto solo il 16%. Non hanno votato, in Sicilia come a Ostia più di metà degli elettori. Se si sommano questi al quarto di elettorato per Grillo, la conclusione è che gli italiani non ne possono più di quella banda di incapaci, post comunisti, post fascisti, berlusconiani e leghisti che ci governano e pensano solo come spartirsi poltrone e soldi. Lo vediamo anche nelle cronache post voto in Sicilia. Quanto potrà durare? Pensate davvero che i descamisados di Grillo siano la soluzione? Guardateli in faccia, sentiteli parlare…

Renzi ci aveva provato a riformare dall’interno il Pd, il partito che, con tutte le ombre del suo passato, è riuscito a evolvere nel partito più affidabile anche per il ceto medio, Almeno fino a un certo punto.

Renzi è fallito per la sua hubris, la sua arroganza, il suo provincialmo.

Non c’è davvero speranza?

 

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