Pensionati traditi dal Pd: Epifani, Serracchiani, Damiano, voi fate da suggeritori al M5s!

Pubblicato il 11 ottobre 2018 6:34 | Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2018 14:38
 Pensionati traditi dal Pd:  Epifani, Serracchiani, Damiano, voi aiutate M5s! (nella foto Guglielmo Epifani)


Pensionati traditi dal Pd: Epifani (nella foto), Serracchiani, Damiano, voi aiutate M5s!

Pensionati in rivolta contro il Pd che tradisce i valori della sinistra e insegue, senza riuscirci, il Movimento 5 stelle. “Diteci perché la sinistra storica tradisce i pensionati”, chiede un giornalista pensionato che militava nella sinistra ancora  negli anni di piombo. Quindi appartenenza e coerenza Doc. Nella lettera aperta indirizzata da Salvatore Rotondo a Guglielmo Epifani e Debora Serracchiani non viene risparmiato anche un altro guru della sinistra ufficiale post comunista, Cesare Damiano.

Salvatore Rotondo ha lavorato a Stampa Sera e alla Stampa. Non ha fatto carriera e non gode di una pensione d’oro. Ma essendo di sinistra vera e di estrazione proletaria, può permettersi di difendere i valori della sinistra pre Pci, forte del fatto che non personalmente coinvolto: “La mia pensione, di ex giornalista con 40 anni di contributi versati, non rientra comunque nella soglia dei 4500 euro netti, mi permetto di eccepire su un aspetto nient’affatto marginale nei vostri interventi”.

La sua conclusione è tagliente: “Perché sentite il bisogno di suggerire a questi governanti cialtroni come ammantare di falsa legalità l’ennesimo furto ai danni di una categoria di indifesi?”. Non sono questi “i principi che la sinistra certamente condivide e che voi inspiegabilmente tradite”.

Leggendo la lettera aperta di Rotondo, pubblicata sul sito di Giiornalisti No Prelievo,  non si possono non condividere e apprezzare gli argomenti di Rotondo. Non è un fatto di generazioni. Il punto chiave è che gli ultimi Governi, da Berlusconi a Conte, hanno messo in atto una demolizione progressiva del rapporto di fiducia che è la base di uno Stato democratico. Uno Stato che tradisce la parola data con le sue leggi, è sulla china per uno sbocco autoritario. Così era ai tempi del Re Sole o del Re di Sardegna o di Mussolini o di Stalin. Così rischia di essere nell’Italia dei prossimi anni.

Epifani e Serracchiani hanno preso posizione contro la legge sulle pensioni ideata dai grillini. Ma non ce l’hanno fatta a trattenersi dal vizietto demagogico populista del Pd (che quando lo fanno loro va sempre bene) e, sulla linea tracciata da Damiano in agosto, non hanno “esitato ad offrire su un piatto d’argento alla maggioranza una scappatoia per rendere legale l’ennesimo scippo nei confronti dei pensionati. Ancora una volta dunque la sinistra storica tradisce una fascia sociale debole, non protetta perché priva di strumenti forti di rappresentanza. Lo fate consigliando di introdurre un nuovo “contributo di solidarietà” la cui legittimità, come è noto, è stata riconosciuta dalla Corte costituzionale. Che ha sposato senza vergogna una giurisprudenza da emergenza economica”.

Ma questa, chiede Rotondo, non sarebbe comunque un’ennesima “spremitura” delle pensioni che voi sembravate disapprovare? Voi state dicendo ai promotori di quel progetto di legge che giudicate una schifezza“Tranquilli! Le castronerie che avete elaborato non reggerebbero il vaglio dei giudici del lavoro, ancor meno della Cassazione e della Corte Costituzionale. Ma se ascolterete il nostro consiglio, tutto andrà liscio e potrete mettere le vostre mani nelle tasche dei pensionati in piena legalità”.

Ai pensionati italiani, ricorda il giornalista pensionato, “sono già stati estorti centinaia di milioni di euro. Con il blocco della perequazione (un nuovo furto che tornerà in vigore non appena l’inflazione ripartirà in modo significativo), giudicato legittimo dalla Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, “perché ragionevole e purché a tempo determinato”nonostante i suoi effetti accompagneranno l’assegno di quiescenza con gravosi riflessi economici negativi per tutta la vita dei pensionati e degli eredi aventi diritto. E con la cosiddetta legge Letta n. 147 del 2013, che colpiva le pensioni più alte, considerata legittima dalla Corte Costituzionale, “perché ragionevole e purché a tempo determinato””

In particolare, i giornalisti pensionati hanno già pagato, a causa di questi tagli, più quello stabilito da un “contributo di solidarietà” attualmente in vigore, non meno di 50 milioni di euro: “Un prelievo forzoso deciso senza una copertura legislativa. Per la prima volta un istituto di previdenza, in barba a numerose unanimi sentenze di Cassazione su singoli ricorsi che hanno sempre bocciato analoghi tentativi da parte di altri istituti previdenziali… per la prima volta si è arrogato il diritto di tagliare le pensioni”.

E ora?, chiede Salvatore Rotondo al terzetto del Pd, “voi suggerite di applicare un ennesimo “contributo di solidarietà”Purché naturalmente sia “ragionevole e a tempo determinato”.Se questa legge coinvolgesse anche l’Inpgi, si tratterebbe del quarto taglio: quattro tagli consecutivi e sovrapposti. Altro che ragionevolezza! Altro che tempo determinato!”.

“Ma discutiamo della pretesa eticità di questi provvedimenti che non sono altro che una raffica di estorsioni: non si tratta di solidarietà, ma di ricatto.  […] Nessun governo, nel mondo, neppure i più retrogradi, si è mai sognato di imporre tutto questo per legge. Ma allora perché si è ritenuto, per la prima volta con la “Legge Letta” del 2013, di adottare questa denominazione? Per colpevolizzare moralmente, è del tutto evidente, gli eventuali oppositori. Sei contro il “contributo di solidarietà”? Sei un egoista, un taccagno, una persona senza cuore. O meglio ancora, per caricare questi aggettivi di significato dispregiativo, sei un vecchio egoista, un vecchio taccagno, un vecchio senza cuore.

“Più che giusto che le pensioni minime vengano alzate, ma lo sforzo economico per farlo deve essere posto a carico della fiscalità generale, come impone la nostra Costituzione (che all’art. 38 separa nettamente assistenza e previdenza), se essa ha ancora un valore in questi tempi di furbizia, di odio, di ritorno ad infamie che sembravano appartenere per sempre al passato. Di conseguenza non dovrebbero essere posti a bilancio dell’Inps tutti gli interventi di assistenzialismo previdenziale. Quelli che fanno apparire i conti dell’Inps come maglia nera in Europa, mentre sono perfettamente in linea con gli altri principali Paesi.

“Ma tutto questo ha una ragione: sostenere la mefitica campagna di odio che da un lustro si sta conducendo additando ai giovani gli anziani come nemici. Quegli stessi padri e nonni che rendono spesso possibile una vita meno disagiata ai figli e nipoti. Partecipando in modo consistente, come è loro dovere d’amore, all’acquisto di una casa di abitazione o a spese di locazione, sanitarie, scolastiche e universitarie. Lo scopo della manovra – è bene chiarirlo – non si limita a far digerire all’opinione pubblica il furto sulle pensioni. L’obiettivo è più perfido: indicare un falso nemico da combattere. Stratagemma antico che ha sempre funzionato perché fa leva sull’ignoranza e la dabbenaggine”.

E’ del 2015 il titolo di una “inchiesta” pubblicata dall’Espresso, da un illustre collega. Il titolo era: “Generazione locuste: gli anziani sono più ricchi e i giovani devono spartirsi solo le briciole”. La fotografia che illustrava il testo ritraeva un anziano dall’espressione cattiva, con un cappuccio appoggiato sulla testa vagamente a modello Ku Klux Klan, e un cartello con scritto: “Sono il pensionato: attorno a me ruotano i destini dell’Italia”.

“Eccolo dunque il nemico da indicare alle nuove generazioni senza futuro: il vero nemico non è un governo inetto, incapace di trovare le risorse là dove sarebbero disponibili, bensì i padri, o ancor peggio i nonni che si ostinano a non voler morire”.