Pensioni oggi,casa vostra domani? Può la Lega reggere il soviet a 5 stelle?

di Sergio Carli
Pubblicato il 22 dicembre 2018 12:40 | Ultimo aggiornamento: 24 dicembre 2018 12:44
Pensioni oggi,casa vostra domani? Può la Lega reggere il soviet a 5 stelle? Nella foto: Di Maio e Conte si stringono la mano soddisfatti

Pensioni oggi,casa vostra domani? Può la Lega reggere il soviet a 5 stelle? Nella foto: Di Maio e Conte si stringono la mano soddisfatti

Pensioni minacciate, poi la casa? Oggi tocca ai pensionati “d’oro”. Potrà toccare, domani, alla vostra casa? Forse è solo una provocazione, quella di Salvatore Rotondo, ma vengono i brividi a leggere il suo appassionato intervento sul sito dei “Giornalisti no prelievo”.

Stiamo vivendo un momento drammatico, quasi tragico. Sembra di vivere in diretta le pagine di Ilja Ėrenburg che “Nel vicolo Protocny” descrive il progressivo avanzare del comunismo sovietico in un angolo di Mosca.

Il nostro è un comunismo doppiamente perverso, perché non ha come obiettivo la costruzione di un grande Stato industriale, fra le prime potenze economiche del mondo. Questo può anche, se non giustificare almeno rendere comprensibili, sacrifici materiali e anche umani.

Qui il mantra è la decrescita felice. Tradotto in termini più bassamente elettorali è il meridione piagnucoloso e miracolista contro il Nord laborioso e industriale. Vedete il Friuli a confronto dell’Abruzzo, vedete Genova a confronto con Amatrice e dintorni. Qui sono ancora nei container circondati dalle macerie. A Genova hanno iniziato a demolire il vecchio ponte per farne uno nuovo, dopo avere indennizzato gli sfollati, aperto strade alternative, fissato nel 2020 il termine per la ricostruzione.

A Genova, in Friuli, al Nord vince la Lega. Quei pochi post comunisti convertiti dal profeta di sciagure Beppe Grillo che hanno votato M5 s si stanno accorgendo di che pasta sia fatto il Movimento. Raccontano che nelle anticamere dei notai incaricati di definire gli atti di cessione e di indennizzo per gli appartamenti sotto il ponte la gente, in prevalenza elettori grillini alle ultime votazioni del 4 marzo 2018, mormorasse: “Prendiamo i soldi che ci dà Autostrade, se aspettiamo gli altri, i soldi non li vediamo più”. I “soldi” ammontano una cifra pari a 10 volte il valore di mercato (inclusi però indennizzi a vario titolo). Gli “altri” sono quelli per cui proprio loro, i post comunisti di via Walter Fillak, hanno votato in massa.

Lo scherzo delle pensioni è destinato a costare parecchio alla Lega. La legge di Di Maio espropria gente che ha lavorato una vita, versando, perché obbligato da una legge dello Stato, parte del proprio stipendio a un fondo pensioni, agevolata, se lo è stata da una legge di quello stesso Stato che oggi rinnega tutto per dare un pugno di dollari a degli sfaccendati, in prevalenza meridionali. Non sarà colpa loro se hanno lavorato poco o hanno lavorato in nero. Ma questo non giustifica l’esproprio proletario.

L’articolo di Salvatore Rotondo è scandito come una requisitoria. Parte da un titolo che è un atto di accusa:

“La banda dei bugiardi: ecco perché le menzogne del governo sulle pensioni non vengono smascherate neppure da chi avrebbe un interesse politico a farlo”.

E prosegue:

“Il vicepremier Luigi Di Maio, scopiazzando una trovata propagandistica di Berlusconi vecchia di 25 anni, ieri ha pubblicato su Twitter una sorta di lista della spesa di venti provvedimenti, che sarebbero compresi nella legge di bilancio, a fianco di ciascuno dei quali ha scritto “FATTO”, evidenziato in giallo.

Tra questi, la voce TAGLIO PENSIONI D’ORO. Repubblica ha deciso di “fare le pulci” a questa rozza propaganda e per quanto riguarda il taglio pensioni ha commentato: L’intervento c’è e non è strutturale, per non incappare in problemi di costituzionalità, ma un “prelievo di solidarietà” della durata di cinque anni e limitato alle pensioni “calcolate con metodo retributivo”. 

Rotondo precisa di non essere “personalmente coinvolto dal taglio delle cosiddette “pensioni d’oro””, ma non si esime dallo scrivere che “la frottola delle pensioni colpite “soltanto se retributive” è nient’altro che un modo goffo, oltraggioso e vigliacco di coprire l’ennesimo furto a danno dei pensionati.

“La drammatica verità è che sul colpire le pensioni, nell’arco politico parlamentare, si è oramai raggiunta una sostanziale unanimità. Nessuno pensa che valga la pena politica di difendere i pensionati. Perché quando un’altra maggioranza scalzerà la Lega e i 5 stelle, i nuovi governanti si affretteranno, a loro volta senza alcuna vergogna, a mettere le mani nelle tasche dei pensionati. La categoria più facile da colpire. Finora impunemente. Nel 2015 gli anziani vennero definiti sull’Espresso da Emiliano Fittipaldi una “generazione locuste”. Lo abbiamo ricordato più volte nei nostri commenti perché quel titolo segnò il primo via libera, anche da parte della sinistra, al linciaggio morale dei pensionati, fino ad arrivare ad accusarli di rubare le pensioni vivendo alle spalle dei giovani.

“L’avvocato fiorentino Pietro Frisani nella scorsa primavera ha presentato a nome di più di diecimila pensionati un ricorso contro il blocco della perequazione davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Il ricorso tre mesi dopo, il 19 luglio, venne respinto. Mercoledì pomeriggio in una diretta Facebook, commentando i nuovi attacchi che vengono portati ai pensionati, Frisani ha fatto un appello alla loro unità, spiegando che se i diritti acquisiti vengono violati nessuno può più sentirsi protetto. Neppure quelli che ora vengono risparmiati dal taglio “pensioni d’oro” o dal nuovo blocco della perequazione. Ed è vero, perché domani una crisi ancora più virulenta di quella del 2008 ancora in corso, potrebbe spingere i governi a usufruire per l’ennesima volta del bancomat più comodo: le tasche di milioni di pensionati.

“Provocatoriamente Frisani ha detto che, in modo analogo, se il diritto di proprietà non è più protetto, un giorno il governo potrebbe decidere che se una famiglia vive in un alloggio sovradimensionato rispetto alle sue esigenze, ebbene questa deve farsi carico di ospitare delle persone indigenti.

“Ci arriveremo? Ovviamente no, ma ci sentiremmo molto più tranquilli se sapessimo con certezza che la cosa non è arrivata alle orecchie di Luigi Di Maio”.

E torniamo al libro di  Ehrenburg e alla coabitazione forzata in Unione Sovietica. Anche in Italia, se la crisi indotta dalla decrescita felice di marca grillina si sommerà con la recessione che incombe sul mondo a partire dal 2019 (i prodromi ci sono tutti nella Borsa americana e Brexit farà il resto) causerà una scarsità di alloggi, allora scordatevi i vostri bei saloncini, le vostre case al mare o in vacanza. Ve lo requisiranno o vi costringeranno a ospitare famiglie di senza tetto. Sarà più grave proprio al Sud, dove rifluiranno, grazie alle deflagranti politiche grilline, insegnanti e militari meridionali. Resterà da dire: li avete votati? Ben vi sta. Ma quei poveretti che hanno votato Lega, cosa gli faranno a Salvini? Quanto meno una delle tante misure coercitive che lui invoca, peraltro impotente, su neri e arabi e extracomunitari in genere.