Pensioni d’oro: tanto Di Maio abbaiò, che finì in contributo di solidarietà. Alla Renzi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 ottobre 2018 14:35 | Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2018 14:35
Pensioni d'oro: tanto Di Maio abbaiò, che finì in contributo di solidarietà. Alla Renzi

Pensioni d’oro: tanto Di Maio abbaiò, che finì in contributo di solidarietà. Alla Renzi

ROMA – Che il dossier pensioni d’oro sarebbe nato morto in culla a dispetto degli annunci slogan dei 5 Stelle lo si sapeva già da giugno, cioè quando gli alleati della Lega ne hanno preso visione. Quelli, i grillini, volevano, e ci hanno riprovato fino a che il provvedimento non è stato escluso dal decreto fiscale collegato alla manovra, la stangata sopra i 4500 euro netti (90mila lordi l’anno) con tanto di ricalcolo solo contributivo, stangata retroattiva e permanente.

Con punizione, si intende, di chi andò in pensione secondo le regole allora vigenti ma in anticipo rispetto al limite temporale deciso invece oggi. Alla fine, per non rompere l’alleanza, M5S dovrà accontentarsi di un più modesto “contributo di solidarietà” che fa tanto Monti-Letta-Renzi, perché i leghisti hanno fatto due calcoli e appurato che a farne le spese sarebbero stati soprattutto pensionati e pensionandi del nord, cioè i loro elettori.

Lo spiegava al Giorno Riccardo Molinari della Lega proprio qualche mese fa: “Bisogna trovare un correttivo. Stiamo pensando a un correttivo che porti un contributo di solidarietà dalle pensioni più alte a quelle più basse”.

Che in fondo è la stessa cosa che hanno detto ai 5 Stelle il presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale a suon di sentenze: il provvedimento deve essere a tempo, contenuto, destinato a sostenere le pensioni più basse e quindi a rimanere nel circuito previdenziale. E non per fare cassa, per trovare cioè il miliardo di risorse annunciato da Di Maio. 

Un miliardo che non esisterebbe col taglio immaginato dai grillini, ma che potrà sopravvivere solo cancellando l’adeguamento all’inflazione delle pensioni sopra i 1500 euro lordi (progressivo, fino ad azzerarsi per quelle più alte). Come fece Renzi, prima di doverne restituire una parte.