Perché Maurizio Lupi non si dimette? Lui non chiedeva, accettava solo

Pubblicato il 17 Marzo 2015 11:06 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2015 11:06
Maurizio Lupi. Un ministro così può solo dimettersi

Maurizio Lupi. Dice che non ha mai chiesto nulla, Ha solo accettato?

ROMA – La grande burla ha avuto inizio. Fa spallucce Maurizio Lupi, ministro della Repubblica italiana per i Lavori pubblici, cui gli amici di Incalza compravano i vestiti in sartoria. Stanno finora zitti personaggi che hanno dominato l’Italia come Andrea Monorchio, che fu Ragioniere generale dello Stato. Perfino in Nigeria si sarebbero già dimessi, andati in esilio. Qui sanno solo prenderci in giro con insuperabili facce di bronzo. Dice Lupi:

“Mai chiesto favori per mio figlio” (Repubblica)

“Mio figlio? Mai chiesto nulla” (Giornale).

Subito l’ineffabile Graziano Del Rio, quello delle Province che costano di più da quando non ci sono più, fa il pompiere

“Prematuro parlare di colpe e dimissioni”.

Sembra di leggere Love story, dove splende la frase:

Amare significa non dover mai dire “mi dispiace” .

Solo che questa non è una storia d’amore ma di politica sporca e di affari sporchissimi.

E non c’era bisogno di chiedere nulla:

“Il ministro non aveva evidentemente bisogno di chiedere: arrivavano abiti di sartoria, un Rolex da 10.000 euro per la laurea del ragazzo, fine settimana nella splendida dimora fiorentina di quello Stefano Perotti diventato l’alter ego di Incalza e ora come lui finito in carcere”.

Altri figli, probabilmente non avevano avuto bisogno di chiedere:

“il figlio dell’ex ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio, quello dell’ex parlamentare Angelo Sanza, il nipote di monsignor Francesco Gioia”.

Per capire basta leggere il resoconto di Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, ben documentato sulla base delle carte dell’inchiesta di Firenze Sono le indagini dei carabinieri del Ros guidati dal generale Mario Parente a svelare i retroscena degli appalti assegnati negli ultimi anniche ha portato all’arresto, con altri, di Ercole Incalza, “Ercolino sempre in piedi“, come il personaggio interpretato da Paolo Panelli in un Carosello di mezzo secolo fa.

Il sistema di potere e legami sviluppato attorno a Ercole Incalza, aggiunge Fiorenza Sarzanini,

“gli avrebbe permesso di ottenere tangenti da centinaia di migliaia di euro, oltre all’assunzione di figli e parenti degli amici, primo fra tutti proprio il rampollo di Lupi, Luca, beneficiato con un incarico all’Eni da 2.000 euro al mese.

“Incalza dispensa favori proprio grazie a Perotti. E così «sistema» Luca Lupi. Il 30 gennaio 2014 «Perotti informa il cognato Giorgio Mor che è riuscito a convincere i dirigenti Eni per avviare l’attività di progettazione loro affidata, gli prospetta che ha il “bisogno” di dover impiegare proprio per questa attività un “ragazzo” che verrà pagato dallo stesso Stefano Perotti: “È un ragazzo che vale molto, l’ho visto, l’ho conosciuto”. Il “ragazzo” è Luca Lupi».

Incalza dispensa favori proprio grazie a Perotti. E così «sistema» Luca Lupi. Il 30 gennaio 2014 «Perotti informa il cognato Giorgio Mor che è riuscito a convincere i dirigenti Eni per avviare l’attività di progettazione loro affidata, gli prospetta che ha il “bisogno” di dover impiegare proprio per questa attività un “ragazzo” che verrà pagato dallo stesso Stefano Perotti: “È un ragazzo che vale molto, l’ho visto, l’ho conosciuto”. Il “ragazzo” è Luca Lupi».

Annota il giudice: «Va rimarcato che il 21 febbraio 2014 Philippe Perotti, figlio di Stefano Perotti, come misura di precauzione in seguito alla pubblicazione di un articolo, invia al padre Stefano un messaggio, richiedendo di valutare l’opportunità di allontanare Luca Lupi dal cantiere Eni, e di adottare le dovute cautele nelle comunicazioni sia telefoniche che per posta elettronica: “Bisogna pensare a tirar fuori Luca da Eni. Evitiamo il problema”».
Nella primavera scorsa è Franco Cavallo, collaboratore di Perotti, a saldare gli abiti ordinati dal ministro e da suo figlio, mentre il manager regala al ragazzo il prezioso orologio. Perotti e Lupi sono evidentemente amici di famiglia.

Annota il giudice: «Il 14 settembre 2013, il ministro Lupi avvisa Perotti che stanno per arrivare per la cena: “Noi dovremmo essere lì verso le 8 e mezza”. Due giorni dopo Christine Mor (moglie di Perotti) racconta alla sorella che ha avuto degli ospiti a cena nel weekend: “Tutto a posto, finalmente sono andati via, anche se è stato bello però molto impegnativo. Erano in 8 con due guardie del corpo, quindi hanno mangiato da venerdì, c’era Maurizio con sua moglie, c’era Frank con la moglie, c’era Toccafondi con la moglie, i primi quattro hanno dormito in casa…».