Ma dove sono i poveri? Isee per sussidi chiede prove e…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Novembre 2015 13:14 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2015 19:17
Poveri Isee: crollano attestati reddito nullo (da 73 a 20%)

Poveri Isee: crollano attestati reddito nullo (da 73 a 20%)

ROMA – Con la riforma dell’Isee (indicatore di situazione economica equivalente) e i controlli incrociati sui patrimoni mobiliari (e la fine delle autocertificazioni a alto rischio di mendacità) è stata resa più efficace la verifica delle domande di accesso al welfare delle famiglie bisognose. Tanto è vero che chi prima, tra i richiedenti, dichiarava reddito nullo, è passato dal 73% al 20% dell’ultima rilevazione.

Viene il dubbio che i poveri in Italia siano in maggioranza una creazione dell’ Istat e di altri enti (Inps incluso) che fanno politica con i numeri, più che produrre numeri utili a capire la realtà.

In Italia si parla di evasione, ma l’evasione non è solo quella dei ricchi e dei commercianti, ma anche di quei milioni che lavorano in nero, cosa che specie al Sud è endemica.

C’è chi avanza qualche dubbio resta sul fatto che molti cittadini, specie al sud, siano stati scoraggiati dal presentare domanda per la lentezza degli uffici  a rendere operativo il nuovo Isee. In Friuli, dove l’Isee funziona già a regime, per esempio, le dichiarazioni di reddito nullo sono semmai aumentate.

I “reddito nullo” passano dal 75 al 20% dei richiedenti. In sei mesi sono oltre 2 milioni i nuclei familiari che hanno presentato una Dichiarazione sostitutiva unica a fini Isee. Lo fa sapere il ministero del Lavoro, sottolineando che dopo la riforma l’indicatore “è molto più veritiero” e “le Dsu con patrimonio mobiliare – conti correnti e libretti – nullo passano dal 75% a meno del 20%”. Il ministero ricorda che il nuovo Isee è entrato in vigore a inizio gennaio e “molte sono state le innovazioni, sia dal punto di vista procedurale che delle regole di calcolo”.

“I redditi – si spiega nel comunicato – non sono più autodichiarati, ma rilevati direttamente presso l’anagrafe tributaria (si stima in circa un quarto delle Dsu la presenza di sottodichiarazioni nel vecchio Isee), mentre con riferimento al patrimonio mobiliare (conti correnti e libretti di deposito) l’annuncio del rafforzamento dei controlli ha risultati eclatanti”.

“I dati relativi al primo semestre del 2015 – sottolinea il ministro del Lavoro Giuliano Poletti – confermano le tendenze che già avevamo cominciato a monitorare nella prima parte dell’anno. La riforma dell’ISEE sembra stia perseguendo gli obiettivi che ci si era prefissati: dichiarazioni più veritiere, maggiore selettività dell’indicatore legata al patrimonio, maggiore attenzione ai più fragili: in una parola più equità”.

Quanto ai risultati del primo monitoraggio, il ministro sottolinea:

“Come già si osservava nel primo trimestre dell’anno, per circa due terzi di coloro che fanno una dichiarazione Isee si osserva una riduzione o una sostanziale stabilità dell’indicatore, mentre l’Isee, quando aumenta, lo fa in presenza di valori patrimoniali di una certa consistenza. Gli indicatori manifestano un favore particolare delle nuove regole per i nuclei familiari con carichi di cura , nella fattispecie, nuclei con minori e nuclei con disabili. Continuano poi a stupire favorevolmente, in particolare, i risultati in termini di emersione di conti correnti e altri depositi, precedentemente non dichiarati nonostante la disciplina lo prevedesse”.