Reddito di cittadinanza, secondo Conte sarà “geografico”. Cioè?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 ottobre 2018 12:34 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2018 12:34
Reddito di cittadinanza, secondo Conte sarà "geografico". Cioè?

Reddito di cittadinanza, secondo Conte sarà “geografico”. Cioè?

ROMA – Il “reddito di cittadinanza su base geografica” di cui ha parlato ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, non è un riferimento a forme di elargizione del reddito su base geografica ma alla distribuzione geografica delle offerte di lavoro. La precisazione di Palazzo Chigi giunge a proposito, l’aggettivo “geografico” buttato lì dal premier non è che lo avessero capito tutti e in effetti resta piuttosto ambiguo.

“Si stanno definendo i dettagli della proposta con criteri che tengono conto della distribuzione geografica delle offerte di lavoro. Per cui si farà in modo, ad esempio, di non penalizzare chi rifiuterà come prima offerta di lavoro un’occupazione al di fuori della propria città o regione”, aggiungono dagli uffici del presidente del Consiglio. Qualcuno aveva compreso accessi prioritari a seconda della latitudine di appartenenza, forse che si ridiscuteva di “gabbie salariali” diverse tra nord e sud, uno poteva immaginare.

No, il reddito di cittadinanza geografico di Conte significa che un disoccupato del sud, dove storicamente c’è più penuria di offerte lavorative e che è paragonabile e per difetto solo alla Grecia, potrà rinunciare con cuore più leggero a un’offerta di lavoro del nord, grosso modo assimilabile ai livelli della Germania. Il sussidio non si tocca, c’è la giustificazione. Occhio però, secondo la semantica contiana, il reddito di cittadinanza “non è un sussidio assistenziale”. Pare brutto. “Stiamo facendo di tutto affinché questo strumento, che potrebbe apparire come non di alta redditività, si realizzi come una iniziativa di sviluppo sociale, di riqualificazione per chi ha perso il lavoro e di qualificazione per chi non lo ha”. 

 Oggi Conte ha chiesto con grande passione all’Europa di “poter discutere di contenuti”. Spiegherà quindi all’Europa che il reddito di cittadinanza è geografico ma non troppo, che offrirà uno stipendio anche a chi non è disposto ad allontanarsi troppo dal suo divano, che il sussidio come assistenza e welfare è un concetto anacronistico del Novecento, che le risorse per finanziarlo sembrano care ma solo perché le dipingono così.