Roma centurioni e risciò: via da Colosseo eccoli a S. Pietro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Novembre 2015 11:43 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2015 11:43
Roma centurioni e risciò: via da Colosseo eccoli a S. Pietro

Roma centurioni e risciò: via da Colosseo eccoli a S. Pietro

ROMA – Pugno di ferro del commissario di Roma Tronca su centurioni, ambulanti, ciclo-taxi? Tanto di ferro quanto il gladio di plastica dei pittoreschi e invadenti centurioni in gonnellino e calzari. Dal Colosseo, in effetti, centurioni e risciò sono stati cacciati, si sono visti i primi controlli e le prime multe. Ma il decreto con cui sono stati fatti sloggiare da Fori imperiali, Fontana di Trevi e Pantheon non è la bacchetta magica che li faccia sparire.

Tutt’altro: si sono radunati tutti, chi con gladio e elmo, chi con le bici con rimorchio a due o a tre ruote nei paraggi di Castel Sant’Angelo, a un passo da San Pietro che in questi giorni che precedono l’imminente apertura del Giubileo è un boccone anche più ambito in termini di affari. Che non sono pochi: un solo risciò consente profitti giornalieri in centinaia di euro. Laura Larcan del Messaggero spiega la veloce conversione logistica in barba ai tentativi dell’amministrazione di circoscrivere il fenomeno.

A tre giorni dalle ordinanze urgenti firmate dal commissario del Comune Francesco Paolo Tronca, che vietano sia l’attività nel centro storico di “cicloturismo” e “eco-taxi” per i velocipedi a tre o più ruote («anche a pedalata assistita dotati di un motore ausiliario elettrico»), e interdicono «qualsiasi attività che preveda la disponibilità ad essere ritratto come soggetto in abbigliamento storico in fotografie o filmati dietro corrispettivo in denaro».

Eppure, ecco che gli operatori del pedale e quelli del gladio di gomma si riorganizzano. Settantadue ore per studiare un piano d’azione alternativa, e si riparte con l’abbocco del turismo ecologico. Lo spettacolo andava in scena ieri. Palcoscenico, un monumento blockbuster come Castel Sant’Angelo in consegna al Ministero per i Beni culturali e per il turismo, il terzo sito più visitato della capitale (dopo Colosseo e Pantheon) con una media di cinquemila visitatori al giorno. (Laura Larcan, Il Messaggero).

Qualcuno, poi, potrebbe aiutarci a capire come sia possibile che in un’attività sul confine della legalità come quella degli eco-taxi, i classici risciò, sulle cappottine ci sia spazio per affissioni pubblicitarie. “A che titolo? Per conto di chi? Con quale autorizzazione?” si chiede giustamente la cronista del Messaggero. L’impressione è che, a Roma, sindaco o commissario, nulla di ciò che accade assomiglia a qualcosa di serio.