Roma, città del rimorchio: con Papa Francesco si “acchiappa” di più

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2013 6:00 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2013 14:17
Roma, città del rimorchio: con Papa Francesco si "acchiappa" di più

Roma, città del rimorchio: con Papa Francesco si “acchiappa” di più (nella foto Lapresse una scena di Vacanze Romane)

ROMA – Roma sta recuperando la sua vocazione di città del rimorchio, scopre Mario Ajello, grande firma del Messaggero di Roma in una escursione fuori dalla politica. Secondo Mario Ajello, a piazza San Pietro, da quando c’è Papa Francesco Bergoglio, si rimorchia di più.

Duemila anni fa, il poeta Ovidio Nasone stese un elenco in versi dei luoghi del rimorchio nella Roma di Augusto, dal Foro al Circo Massimo, dal Portico d’Ottavia ai teatri. Anche ai tempi di Augusto e Ovidio si rimorchiava in chiesa. Ovidio cita in particolare il tempio di Venere a Roma, i cui ruderi ancor oggi dominano lo scempi urbanistico del sindaco Marino.

Oggi, avverte Ajello, si deve andare un po’ più in la, sull’altra sponda del Tevere. La’ sono in azione, “in ogni adunata per Francesco, i rimorchiatori religiosi. Parlano di pace, povertà e amore, come papa Francesco, ma è soprattutto quest’ultimo che interessa loro. E le turiste spesso abboccano. Nascono flirt all’ombra del Cupolone”.

Anche nei musei ci si può dar da fare. Secondo Ajello, nei musei agisce ” il rimorchiatore culturale. E’ uno dei ”pleiboi” più attivo e produttivo. Capita di vederlo sulle scalinate della Galleria Borghese o davanti al Maxxi. Avvicina le sue prede – al Maxxi non solo turiste ma anche studentesse – e spara due o tre citazioni artistico-letterarie che fanno strike. Non sempre è maschio il rimorchiatore culturale comunque, anche le donne sanno colpire il cuore dei loro obiettivi”.

Non sempre la dicono giusta, come il giovanotto che, alla Galleria nazionale d’arte moderna, “ha abbordato una tipa e le ha detto: «Ah, quella volta che Goethe venne in queste sale ai primi del ’900….». Ma Goethe non era già morto da un pezzo ai primi del ’900? Quisquilie. Il rimorchio è riuscito. E del resto anche Goethe, nel suo viaggio di Italia tra il 1786 e il 1788, seppe innamorarsi.

«Sì», scrisse anni dopo, «posso ben dire che soltanto a Roma ho sentito che cosa voglia dire essere uomo». Sorge una domanda. Riguarda quelli e quelle che, è il caso di Nathaniel Hawthorne, hanno sempre detto: «Io detesto Roma». Forse perché non hanno rimorchiato”. A Roma Hawthorne scopri’ il fascino della confessione. In bianco, ma pentito.