Roma. Ignazio Marino come Mussolini: 20 mni turisti, donate sangue, via dei Fori

Pubblicato il 12 Agosto 2013 4:10 | Ultimo aggiornamento: 12 Agosto 2013 1:25
Ignazio Marino come Mussolini: 20 milioni di turisti donate sangue via dei Fori

Mussolini alla battaglia del grano

Il sindaco di Roma Ignazio Marino è in un trip di culto della personalità che i giornali regolarmente registrano, senza però cogliere per intero il lato comico.

La battaglia del Colosseo è il punto centrale della ossessione del sindaco, che ha fatto della chiusura alle auto private l’asse portante della sua politica, in una città invasa da zingari al punto che l’ambasciata inglese ha esortato i turisti a lasciare tutti i loro averi in cassaforte prima di uscire nelle strade di Roma.

Per la maggior gioia di tutti gli sconsiderati che abitano nelle zone attorno al Colosseo che lo hanno votato e che saranno travolti dal caos del traffico appena un po’ di romani torneranno in città, Ignazio Marino ha lanciato l’ultimo slogan, rilanciato dal Corriere della Sera:

“Con i nuovi scavi e l’unificazione dell’area archeologica centrale, Roma potrebbe raddoppiare gli arrivi dei turisti. Perché l’area sarà bellissima. Io penso che porteremo il doppio di turisti che vengono oggi. Puntiamo a superare i 20 milioni annui”.

 Mussolini si accontentava di sei milioni di baionette. Il doppio dei turisti, in una città già allo stremo causa caos traffico, potrebbe essere il colpo di grazia.

A tarda sera l’agenzia di stampa Ansa ha diffuso con molti dettagli il verbo di Mario:

“Alla fine via dei Fori imperiali scomparirà. Immagino che ne rimarrà solo una parte. Forse ne resterà una sezione, magari per pedoni e biciclette, magari per un tram… magari terremo le mappe dell’Impero. Questo risultato finale lo vedremo”.

Un dubbio sembra venirgli, ma poi si capisce che è una figura retorica:

“Senza voler sembrare un folle, mi immagino un’unica area che unisca i Fori Traiani ai Fori Imperiali. Tra 25 o 30 anni, grazie a questi scavi ci sarà al centro di Roma una situazione urbanistica completamente nuova”.

” Capisco che questo nuovo schema possa far paura. Ma pensiamo ad altri esempi nel mondo. A Williamsburg, la capitale coloniale della Virginia, è stata mantenuta l’intera città, anche se gli edifici nella maggioranza dei casi erano fatti solo di legno”.

Williamsbourg ha 15 mila abitanti, meno di quanti abitano a Roma in vista del Colosseo.  Come confrontare una pulce a un elefante.

Ignazio Marino si dichiara antifascista, anti che non si sa visto che persino il suo predecessore Gianni Alemanno ha dichiarato il fascismo ufficialmente defunto.

Ma Mussolini sembra essere una buona ispirazione per il comunista Ignazio Marino. In una mossa degna del Duce quando riforniva la trebbiatrice alla battaglia del grano, si è fatto fotografare sul Corriere della Sera sdraiato su un lettino dell’ospedale San Filippo Neri mentre gli prelevano il sangue:

«I romani donano poco sangue»Ignazio Marino dona il sangue e accusa i romani. «Siamo il fanalino di coda dell’intero Paese. Siamo costretti ad importare sangue».

Marino ha annunciato che «chi dona il sangue entrerà gratis, per un giorno, ai Musei Capitolini».

C’è da rilevare che l’esagitata presenza sui giornali del sindaco Marino ha avuto i suoi contraccolpi negativi e ha fatto irritare un po’ tutti quelli che si sono sentiti provocati, specie quando si è parlato di risparmi energetici, in cui Marino aveva voluto fare il primo della classe.

Nella sua cronaca sul Corriere della Sera, Marida Salvatori, dà un quadro delle smorfiacce, anche da parte dei compagni di partito, il Pd, che occupano Provincia di Roma e Regione Lazio:

“Condizionatori spenti, così fan tutti. L’idea del sindaco Marino di spegnere l’aria condizionata nell’aula Giulio Cesare nei giorni in cui non si tiene il consiglio — si badi bene, la scelta non costringe certo i consiglieri a sedute-sauna — crea stupore.

La ricetta dell’interruttore posizionato su «off» in un ambiente vuoto viene già messa in atto da molti altri tra enti e istituzioni.

“I primi a dare il buon esempio sono gli uffici del ministero dell’Ambiente dove il rispetto della sostenibilità e il risparmio energetico sono una mission quindi condizionatori spenti nel tardo pomeriggio e in serata, temperatura mai sotto i 24 gradi.

“Provincia di Roma e Regione Lazio non sono da meno. Le aule consiliari hanno luci e sistema refrigerante accesi solo un giorno a settimana quando c’è l’assemblea. Alla Pisana poi, dove si riunisce il Consiglio regionale (per la prima volta quest’anno aperto anche in agosto), niente «Siberia» nei corridoi, specie in quello lunghissimo al pian terreno che conduce negli uffici dei diversi gruppi.

“Solo finestroni spalancati, ma soprattutto un addetto che la sera spegne luci e aria condizionata.

“Virtuose anche le Poste italiane: il consumo di energia proviene per il 50 per cento da fonti rinnovabili e i sistemi di condizionamento sono computerizzati”.