Roma, scuola media Visconti: vietato 4 in pagella. Ma a volte può essere formativo

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 1 febbraio 2019 14:50 | Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2019 16:34
Lorenzo briotti

Roma, scuola media Visconti: vietato 4 in pagella. Ma a volte può essere formativo

ROMA – La preside del “Viscontino”, la scuola media situata al centro di Roma e collegata col prestigioso Liceo Visconti, chiede ai suoi docenti di non dare voti in pagella sotto al 5. 

La circolare ha scatenato una forte discussione ed è stata indirizzata al corpo docenti che insegna al primo anno. A chiederlo è la dirigente Rossana Piera Guglielmi: “In prossimità della chiusura del primo quadrimestre, si ricorda a tutti gli insegnanti della scuola secondaria che è stato unanimemente condiviso un criterio di valutazione in base al quale non si può attribuire il voto corrispondente a 4/10 (o inferiore a questo) agli alunni delle classi prime”.

Secondo quanto riporta Repubblica, la decisione è stata presa a seguito di un collegio docenti piuttosto agitato, con alcuni tra questi che non hanno gradito questa sorta di “5 politico”.

Secondo la preside, la decisione serve ad incoraggiare gli studenti: la Guglielmi raconta infatti che “troppi studenti abbandonare la scuola per un 4 in pagella e che un alunno valutato con un 2 o un 3 non ce la farà a recuperare, è provato”. La Guglielmi non si è fermata qui ed ha chiesto che nel secondo quadrimestre non si dovrà comunque scendere al di sotto del 4.

Scettici alcuni insegnanti, che lamentano una possibile discriminazione tra chi ha preso un’insufficienza minima e chi più grande. Ed è proprio qui il punto: la decisione della preside potrebbe apparire discriminatoria verso quelli che hanno comunque studiato senza magari essere preparati a sufficenza. Per loro un 6 potrebbe arrivare facilmente, senza che lo studio si trasformi in una sorta di dramma.  

Stessa cosa non si può dire per chi invece ha preso un brutto voto. A volte anche un 2 o un 3 in pagella possono essere allo stesso tempo formativi, altrimenti siamo all’ennesimo caso di protezione eccessiva verso ragazzi che crescono senza mai prendere “un tram in pieno viso,” come ha scritto qualcuno in questi giorni.

Forse gli alunni non recuperano dopo aver preso un 2 o un 3 perché i loro bisogni non vengono ascoltati a sufficienza da chi di dovere.