Schiaffi per l’Italia in India, diritti per gli Usa da noi… 2 pesi e 2 misure

Pubblicato il 1 Giugno 2012 16:21 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2012 16:23
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Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Foto LaPresse)

NUOVA DELHI – Ancora una volta gli Stati Uniti pretendono che si applichi la legge sugli altri ma non su sé stessi, ancora una volta non fanno processare i propri soldati agli altri Paesi e ancora una volta gli italiani finiscono “cornuti e mazziati”. Un soldato americano di stanza a Pisa, accusato di aver stuprato una bambina, viene rimpatriato; mentre in nostri due marò sono ancora in India e verranno processati là.

L’Italia, in India, ha rimediato un altro schiaffo: non solo i nostri due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono ancora in India bloccati e tenuti per settimane in carcere e l’Alta Corte di Kochi ha respinto il ricorso dell’Italia riguardante la giurisdizione da applicare ai marò, ma l’Alta Corte del Kerala ha condannato il governo italiano a pagare una multa di 200mila rupie (oltre 1.400 euro) per aver raggiunto un accordo extragiudiziale con i parenti dei due pescatori uccisi.

Nonostante prendiamo schiaffi da una parte e dall’altra, ancora siamo rispettosi in casa del diritto internazionale: così l’Italia si è detta pronta a far giudicare in patria il sergente statunitense di 28 anni in forza alla base Usa di Camp Darby presso Pisa, arrestato per aver abusato di una bambina di 7 anni, figlia di una sua amica italiana che spesso gli affidava la piccola. Al militare, accusato di violenza sessuale e di produzione di materiale pedopornografico, sono state poi sequestrate anche foto di altri bambini sotto i 10 anni costretti a subire violenze e torture, perfino con il coinvolgimento di animali.