Salvini come un coltello nel burro di una sinistra bloccata fra ideologia e moralismo

di Sergio Carli
Pubblicato il 10 Agosto 2019 5:10 | Ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2019 8:38
matteo salvini sinistra crisi

Matteo Salvini (Foto Ansa)

ROMA -“Con una opposizione siffatta (il Pd(, Salvini può continuare a ballare tranquillo e felice al Papeete Beach”, profetava sul Fatto del 7 agosto Antonio Padellaro. Salvini è andato oltre, aprendo la crisi di Governo.

Come andrà a finire ancora non si sa ma leggere la nota di Padellaro può essere istruttivo. Padellaro la sinistra la conosce bene: vice direttore dell’Espresso con Giovanni Valentini e Claudio Rinaldi, direttore dell’Unità, fondatore e direttore del Fatto.

Orta avverte che “se il Pd pensa davvero di risolvere la questione del proprio declino, e dell’altrui successo, aggrappandosi a un’improbabile questione di buone maniere andrà a sbattere una volta di più”.
“L’indignazione della sinistra si riproduce per partenogenesi all’interno di uno stesso mondo esclusivo (partiti, giornali, intellettuali): e infatti Silvio Berlusconi ce lo siamo tenuto vent’anni. Per non parlare degli assist involontari serviti al nemico da una cultura del piagnisteo o tempora o mores. Uno fra tutti, l’esclusione della biografia di Salvini dal Salone del libro di Torino, capace di fare di un testo insignificante un best seller”.

Purtroppo “trasformare i problemi politici in questioni morali (o di costume, o di bon ton) è del resto il difetto universale dei dem, a cominciare da quelli americani”. 

Viene da chiedersi se questa sinistra del birignao non costituisca una mutazione deviata e deviante della sinistra. Rotto il cordone ombelicale con la plebe, ex proletariato e classe operaia, a questi ex ragazzi di buona famiglia post rivoluzionari imborghesiti, non resta che attaccarsi alle buone maniere. Quella del modo è stata per anni un motivo conduttore: sarà giusto, ma il modo…

Ai bei tempi, il Pci, sul modello della Chiesa di cui Stalin fu un sacerdote mancato, affiancava al modello del Vero Dio quello della Vera Sinistra: o eri dei loro o non eri. 

Finita l’Urss, mutato e transgenizzato il Pd con forti infusioni democristiane e ambientaliste, a questi seguaci del bel modo non è rimasta che una ripetizione ossessiva e burocratica di schemi campati in aria. Purtroppo per la sinistra, il Pd e noi, la forza eversiva di Renzi, priva di base culturale e soffocata da un provincialismo da Amici Miei, si è sfiatata in n referendum da quinta elementare, da una capa di vigili trasformata in Licurgo, da una Smart evoluta in un aereo da 150 milioni di euro.

La crisi involutiva di questa specie di sinistra non è peculiare italiana. Pensate alla misera fine di Hollande, alla scivolata nell’oblio di Shultz e anche al disastro di Hillary Clinton che ha perso con Trump per avere snobbato gli Stati ad alta densità operaia. Gli operai erano belli al cinema, specie se interpretati da Volonté o Giannini. Ma averceli come vicini di casa…

Sulla crisi della sinistra americana Padellaro cita: “Negli ultimi vent’anni, le mitologie morali dei liberal si sono allontanate sempre di più dalla realtà politica”.

Terreno di prova è l’immigrazione clandestina, che vede analoghi schieramenti di qua e di là dell’Atlantico. Da noi con l’aggravante di un Papa fuori controllo, che ogni tanto ne spara qualcuna proprio fuori luogo in nome di Gesù Cristo che se lo sente…

 La propaganda di Trump secondo cui i democratici sono a favore dei confini aperti rende più difficile per l’opposizione combattere l’appeal populista del presidente, cita Padellaro. Che nota: “Evidenti le analogie con la propaganda salviniana che entra come un coltello nel burro nelle contraddizioni del centrosinistra, incapace di proporre una linea alternativa ai raus del vicepremier leghista”. Altra citazione che calza a pennello: “Quando un problema pratico viene trasformato in una questione morale, le tesi razionali perdono la propria forza”. 

E, aggiunge Padellaro, costringono l’opposizione in una gabbia ideologica: quella secondo la quale Salvini è sempre il male anche se non si capisce mai dove sia il bene.