Profumo e la scuola tecnologica. Salviamo almeno il rapporto prof-studente…

Pubblicato il 14 settembre 2012 17:00 | Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2012 0:07
Francesco Profumo

Francesco Profumo (Lapresse)

ROMA – Il ministro Francesco Profumo ha inaugurato l’anno accademico con una sola parola d’ordine: multimedialità e tecnologia per tutti. Così ha deciso che tutte le classi scolastiche di medie e superiori avrà un computer e ogni insegnante delle regioni Puglia, Campania, Sicilia e Calabria, sarà dotato di un tablet. Per la digitalizzazione il ministero mette in campo 24 milioni di euro.

Al di là del fatto che non si capisce perché il ministero debba dotare di iPad solo gli insegnanti del sud e non quelli del nord, la paura è che si vada sempre di più verso lezioni impersonali e molto, troppo, legate a un pc. Proviamo a ricordare come eravamo noi a scuola, cosa ci colpiva, cosa ancora ci portiamo dentro. I contenuti dei libri? Forse ma certo non per prima cosa. I compiti in classe? No, se non come incubi. Le spiegazioni? Solo le più particolari, le più personali. E soprattutto ci ricordiamo delle caratterizzazioni dei professori. Del loro mostrarsi umani (talvolta) nei nostri confronti, del calore che ci trasmettevano e che noi strasmettevamo loro.

Ecco, la paura è che con l’uso sempre più massiccio di computer, iPad, ecc, in classe, si vada perdendo questo forte legame personale e “caldo” tra professori e alunni. Una cosa fondamentale per la crescita dei ragazzi, non solo dal punto di vista della formazione ma soprattutto da quello umano.

Perché un adulto può imparare benissimo ad esempio una lingua o un corso di perfezionamento attraverso lo schermo di un pc o di un tablet. Ma un ragazzo, per crescere e imparare, ha bisogno di un insegnante in carne ed ossa che lo guardi negli occhi e ci parli, che ci scambi delle idee in un rapporto intenso. Brutto o buono che sia, ma comunque umano, non mediato da uno schermo. Ecco, speriamo che almeno questa forse ultima importantissima peculiarità della scuola, la tecnologia non ce la porti via.