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Sergio Cofferati: Sviluppo e lavoro centrali, sindacati in un cono d’ombra

Sergio Cofferati:  Sviluppo e lavoro centrali, sindacati in un cono d'ombra

Sergio Cofferati: Il paradosso. Sviluppo e lavoro centrali, sindacati in un cono d’ombra

ROMA – Sergio Cofferati soffre per la spaccatura dentro la Cgil, tracimata nella cronaca quasi nera. Sergio Cofferati, ex segretario generale, che traghettò la Cgil negli anni difficili della crisi delle tessere post scala mobile, commenta amaro:

”In una fase storica in cui i temi dello sviluppo e del lavoro sono centrali, i sindacati sono paradossalmente finiti in un cono d’ombra”.

Intervistato da Roberto Mania per Repubblica, Sergio Cofferati ha detto:

“Non è un problema di debolezza. Il problema è la mancanza di volontà di confrontarsi. Bisogna aver voglia di usare piùdemocrazia e di essere più tolleranti verso il dissenso. Va restituito ai lavoratori, cioè ai destinatari degli accordi, il diritto di decidere”.

“Se non sei in grado di mettere in campo un’azione forte nel rapporto con il governo e le imprese, inevitabilmente vieni attratto da temi più interni come quello che riguarda le caratteristiche della contrattazione. Proprio l’accordo contestato sulla rappresentanza è, secondo me, figlio di questa riduzione degli obiettivi generali e anche la spia di uno stato di difficoltà e debolezza. Che viene confermata con l’introduzione nel sistema di relazioni sociali dell’idea della punizione con le sanzioni previste contro chi vìola le intese. Ma questo vuol dire che si vuole combattere il dissenso, del tutto legittimo, con un strumento coercitivo e dimostra anche che si ha poca fiducia nella propria azione”.

Senza infilarsi in un giudizio su colpe e ragioni di Susanna Camusso e Maurizio Landini (“Evito di dare consigli. Ciascuno faccia il proprio compito”, Sergio Cofferati però non si trattiene da dire:

“Come ex segretario generale della Cgil mi piacerebbe che su questi temi ci fosse un confronto pubblico di fronte ai delegati dei metalmeccanici e con la altre categorie”.

Ai suoi tempi, nelle relazioni tra Fiom e Cgil…

”Abbiamo risolto di volta in volta i dissensi in una maniera semplice”, ovvero ”discutendo”.

Ci sarà un “effetto Renzi” sul sindacato?

“No. Oggi non vedo pericoli per l’autonomia del sindacato. I pericoli vengono dalla vita interna con chiusure che non hanno ragione d’essere”.

Quale documento voterà in occasione del congresso, quello di Susanna Camusso o quello di Giorgio Cremaschi? Sergio Cofferati chiarisce:

”Sono affezionato a Giorgio Cremaschi, ma non potrei proprio votarlo”.

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