Sondaggio, Gentiloni top (52%) di voti ma il Pd scende ancora, Lega (al 21,6) e Salvini su di 4 punti

di Sergio Carli
Pubblicato il 30 aprile 2018 10:50 | Ultimo aggiornamento: 30 aprile 2018 10:50
Sondaggio politico, Gentiloni top (52%) di voti ma il Pd scende ancora, Lega (al 21,6) e Salvini su di 4 punti

Sondaggio, Gentiloni top (52%) di voti ma il Pd scende ancora, Lega (al 21,6) e Salvini su di 4 punti (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Sondaggio a 2 mesi dal voto. Paolo Gentiloni, primo ministro a esaurimento scorte, ha il più alto gradimento ma il suo partito, il Pd, perde ancora consenso, come Forza Italia e Fratelli d’Italia e, per quel che vale, Liberi & Uguali di Grasso, Bertinotti, D’Alema e Boldrini, ormai ridotti all’irrilevanza che meritano. Cresce la Lega, anche se Salvini è meno appressato di Gentiloni. Lo stesso destino incrociato capita al Movimento 5 stelle, primo partito, stabile, con Di Maio sotto Gentiloni e Salvini e Beppe Grillo in fondo proprio sopra Matteo Renzi e sotto Berlusconi.

La fotografia dell’orientamento degli italiani oggi, alla vigilia del Primo Maggio, è scattata da Ilvo Diamanti per Repubblica con la sua Demos. Povero Renzi, come sono lontani i tempi in cui Diamanti lo dava al 74% dell‘indice di fiducia. Sono passati meno di quattro anni e quel rozzo bufalotto toscano è riuscito  disperdere un patrimonio di consensi mai visti se non ai tempi del Duce ma con qualche spontaneità in meno.

Ecco il dettaglio.
Il Movimento 5 stelle frena rispetto al 33,8% di consensi cui era arrivato nel sondaggio del 15 marzo, sull’onda del risultato elettorale (32,7%). Scende al 32,9%, che è un pelo più del 4 marzo e resta il primo partito.
La Lega va al 21,6% dal 18,2 di un mese fa e il 17,4% dei voti del 4 marzo.
Il Pd perde un punto rispetto al 4 marzo e va al 17,8%. Forza Italia perde anche di più, dal 14 va al 12,8%. Fratelli d’Italia fa il pendent di Leu, dal 4,4 elettorale si avvicina alla soglia del 3% fermandosi a quota 3,8%.
Vediamo i leader.
Il consenso per Paolo Gentiloni è in aumento, in un mese ha guadagnato 2 punti, arrivando al 52% di voti uguali o superiori a 6.
Anche Matteo Salvini è in crescita, dal 46 al 50%. Luigi Di Maio scende: dal 48 al 43%, un calo di 5 punti in un mese. Non riflette certo i valori reali (non sono qui indicati per evitare querele), ma è comunque una bella botta. Giorgia Meloni segue un destino inverso al suo partito (Fd’I) e sale da quota 37 a quota 40.
Chiudono Berlusconi, stabile a quota 28, Beppe Grillo, in calo di un punto a quota 27 e Matteo Renzi, in calo dal 25 al 24 per cento.

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