Stefano Rodotà e le Br: comprensibili, intelleggibili o deprecabili?

Pubblicato il 23 settembre 2013 20:14 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2013 20:14
Stefano Rodotà e le Br: comprensibili, intelleggibili o deprecabili?

Stefano Rodotà: un polverone su Br e No tav

Le parole del mancato presidente della Repubblica di Beppe Grillo e di Sel  Stefano Rodotà, sottoposte, secondo Rodotà, a un “vero e proprio atto di barbarie” da parte del ministro dell’Interno Angelino Alfano, dovevano essere invece sottoposte a una attenta analisi semantica.

Spiega Repubblica, nel dare la notizia della querela di Rodotà contro Alfano e i quotidiani Libero e il Giornale, che

“lo stesso giurista aveva spiegato che per comprensibili si intendeva «intelligibili» e non «da appoggiare»”.

Non si capisce dove e quando lo abbia detto, ma si capisce che non  tutti siamo intelligenti come Rodotà. Per il cittadino medio, che conosce l’italiano e lo usa abitualmente, anche senza essere giurista, se uno dice che quelle parole sono “deprecabili”, vuole dire anche che lo ha capito e non c’è davvero bisogno di insistere sul fatto che lo ha capito e se dice comprensibile lo dice nel senso che tutti gli italiani, Br incluse, hanno inteso.

La rettifica di Rodotà è ancor più complicata perché il testo pubblicato da Repubblica è diverso da quanto diffuso dalla agenzia Ansa come dichiarazione di Rodotà a Repubblica (e che, a dire il vero, ha più senso di quanto pubblicato dal quotidiano):

“Le parole delle Br sono “deprecabili ma comprensibili”, “significa, come vede chiunque conosca la mia storia personale, che le affermazioni dei brigatisti sono dentro la logica del loro linguaggio. Si comprende non nel senso che si appoggia ma nel senso che si rintraccia il loro ragionamento. Che è appunto un ragionamento deprecabile. Altrimenti come potrei deprecare una cosa che appoggio?””.