Sud Italia come il Portogallo: Salvini sconta le tasse ai pensionati ma…solo agli stranieri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 dicembre 2018 6:30 | Ultimo aggiornamento: 20 dicembre 2018 7:47
Sud Italia come Portogallo: pensionati stranieri, sconto tasse da Salvini

Sud Italia come il Portogallo: Salvini sconta le tasse ai pensionati ma…solo agli stranieri

ROMA – Il sud Italia potrebbe diventare il nuovo Portogallo per i pensionati, ma solo se stranieri o da sempre lavoratori all’estero. Matteo Salvini aveva già lanciato mesi fa l’idea: ripopolare i comuni fino a 20mila abitanti di pensionati dall’estero, attirandoli con una flat tax al 7 percento.

Ora Alberto Bagnai, con il via libera del sottosegretario al Lavoro del Carroccio Claudio Durigon, rilancia l’emendamento alla commissione Bilancio. Un modo per far tornare ricchezza al sud, direbbe il vicepremier, attraverso una norma incostituzionale e che va contro a quanto predicato dallo stesso leader leghista. Non più “prima gli italiani”, che continuano a pagare fior di tasse, ma avanti gli stranieri (solo se ricchi) e quegli italiani che hanno sempre lavorato all’estero.

A parlare dell’emendamento è Claudia Marin sul sito Quotidiano.net, ma da tempo se ne parlava. Una proposta che oltre alla Lega trova il sostegno di Fratelli d’Italia e, con molta probabilità, anche di Forza Italia. L’obiettivo è semplice. Rifarsi al modello portoghese, ma anche di Cipro, e tentare di attirare pensionati benestanti con condizioni fiscali decisamente allettanti. E intanto gli italiani, quelli che in Italia son sempre rimasti, continuano a pagare le tasse per tutti.

Ma chi avrà diritto a questa tassazione agevolata? Di sicuro, non gli italiani che hanno spostato la residenza all’estero. Per loro tornare nella terra natia, o nel Mezzogiorno, non sarà a buon prezzo. Il governo infatti non vuole rimpatriare i pensionati italiani in fuga in Portogallo o altrove, ma solo i pensionati di altri Paesi e gli italiani che hanno speso all’estero tutta la loro vita, o buona parte, a lavorare. Ed entrambi non devono aver avuto la residenza in Italia negli ultimi cinque anni. Ovviamente nemmeno i pensionati del Nord potranno trarre vantaggio da una migrazione al Meridione.

Una scelta, spiegano dalla Lega, dettata dal voler “evitare l’ingiustizia di tassare la stessa pensione nazionale in modo agevolato in capo a coloro che hanno abbandonato opportunisticamente il Paese, e in modo ordinario a quelli che al Sud ci vivono da sempre e non si sono spostati. Peraltro, assoggettare a tassazione in misura differenziata redditi identici non sarebbe costituzionalmente legittimo”.

Un emendamento incostituzionale, insomma, che il Carroccio è pronto così a giustificare. Tassare in modo agevolato solo i redditi stranieri o generati all’estero porterebbe un nuovo gettito nelle casse dello Stato, assicurano dalla Lega, che approfitta così del precedente renziano dello sconto per i ricchi stranieri che scelgono l’Italia come luogo in cui vivere. La Lega sponsorizza l’emendamento prospettando la ripopolazione del sud Italia e dei piccoli centri e promettendo di reinvestire i soldi entrati in assegni di ricerca, borse di dottorato e attrezzature per le università meridionali, soprattutto in ambito scientifico e tecnologico.

E l’italiano che da sempre lavora e versa i contributi, vedendosi la pensione e i risparmi di una vita sempre a rischio di nuove tasse? I pensionati italiani che spremuti dal fisco decidono di lasciare la propria residenza in Italia per cercare sollievo in altri Paesi?  Salvini mette così da parte quel “prima gli italiani”, aprendo agli stranieri. Nuove entrate, senza però abbassare le tasse. Cosa dovrebbero pensare gli onesti pensionati italiani? La risposta d’altronde potrebbe arrivare dal principe del Meridione Totò. “E io pago”.