Tasi: più di Imu o risparmio? Credere a Delrio o alla Banca d’Italia?

Pubblicato il 31 Maggio 2014 14:36 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2014 14:36
Tasi: più di Imu o risparmio? Credere a Delrio o alla Banca d'Italia?

Graziano Delrio con Papa Francesco

Credere alla Banca d’Italia e al suo governatore Ignazio Visco o al ministro Graziano Del Rio? Sembra un po’ una vecchia barzelletta genovese del nazista che non crede alla medaglietta della Madonna che il portuale porta al collo come prova della sua arianità e accetta solo una prova inconfutabile quanto oscena.

Oggetto del contendere la Tasi che,  secondo l’allarme lanciato da Visco in quella specie di te Deum annuale che è la relazione ufficiale, nel 2014 “sulla prima casa potrebbe costare fino al 60% in più dell’Imu 2013”.

Per dirla come riporta Libero,

“la Tasi sulle prime case non di lusso potrebbe aumentare fino al 60 per cento. Secondo la relazione annuale della Banca d’Italia l’aumento della tassa sarà inevitabile nel 2014 e non andrà al di sotto dei 12 punti percentuali. Se i comuni incrementassero le aliquote fino al 2,5 per mille, secondo Bankitalia la tassazione sugli immobili si riporterebbe ai livelli del 2012. Una stangata di proporzioni ciclopiche, dunque, in grado (per chi ne beneficia) di cancellare in un colpo solo i benefici dei “mitici 80 euro” di Matteo Renzi”.

A Bankitalia ha replicato il fidatissimo di Matteo Renzi, Graziano Delrio: “Gli italiani – ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio – possono stare sereni, per la Tasi pagheranno meno rispetto al 2012. Il 2013 – ha aggiunto – è da ritenersi un anno anormale dato che fu abolita una tantum l’Imu relativa alla prima casa”.

A chi credere?

La Banca d’Italia è una delle pochissime istituzioni in Italia che ancora gode di prestigio internazionale. Dai suoi ranghi sono usciti presidenti della Repubblica come Luigi Einaudi e Carlo Azeglio Ciampi e in tempi più recenti il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi. Negli ultimi anni, il merito principiale della Banca d’Italia, riconosciuto e invidiato in tutto il mondo, è stato quello di avere evitato la formazione della bolla immobiliare che ha devastato altri Paesi: riesce difficile pensare dove saremmo finiti se i suoi effetti si fossero combinati al flagello di nome Mario Monti.

Graziano Delrio, proiettato da sindaco di Reggio Emilia a ministro, è l’autore del pasticcio province: l’abolizione delle Province è stata inventata, ai tempi dell’ultimo Berlusconi, come strumento di risparmio sui costi della pubblica amministrazione. Grazie alle cure di Delrio, si è trasformata in una specie di mostro amministrativo che, per ammissione dello stesso Delrio, costerà ancora di più.

Specchio delle mie brame, a chi credere in questo sciagurato reame?