Tremonti: “Patente e libretto”, non fui io. Ma il Fisco era suo

Pubblicato il 30 ottobre 2014 11:17 | Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2014 11:17

 

Tremonti: "Patente e libretto", non fui io. Ma il Fisco era suo

Giulio Tremonti: patente e libretto non è opera mia

ROMa – L’idea demenziale di fare registrare alla Motorizzazione chi guida un’automobile intestata ad altri non vede tra i suoi padri Giulio Tremonti.

Tremonti ha ricordato che non è materialmente vero:

“Caro Blitz,
ho letto e con grande interesse il vostro pezzo su “Patente e libretto auto”.
In particolare, nel pezzo citato, si sostiene che: “La norma, tutt’altro che orfana, è un’idea che circola da almeno 4 anni, Berlusconi mandante e Tremonti esecutore”.
Non è vero! La materia riguarda il codice della strada, materia della quale non mi sono mai occupato.
Forse ho altre “colpe”, ma francamente non questa. Comunque, con le più vive cordialità,
Giulio Tremonti”.

Blitzquotidiano ha sbagliato scrivendo:

“Chi è il genio?” dietro questa pensata scrive un lettore. La norma, tutt’altro che orfana, è un’idea che circola da almeno 4 anni, Berlusconi mandante e Tremonti esecutore. Poi, Monti, Saccomanni, Letta, Renzi, Padoan, hanno sottoscritto senza battere ciglio”.

Come è stato possibile l’errore? Forse perché l’iniziativa non ha nulla a che vedere con la sicurezza stradale ma fa parte di quella crociata contro l’evasione che è sacrosanto condurre ma forse senza quell’autentico quanto inutile terrorismo che h avuto come solo effetto di uccidere la nautica e un po’ anche il mercato delle auto di lusso e anche un po’ il turismo di lusso e anche il commercio del lusso.

Tremonti certamente ha ragione quando scrive che lui non c’entra perché non si occupava di trasporti ma forse, magari a sua insaputa, tra funzionari di alto rango e ampia delega dei due ministeri, Trasporti e Economia, il pasticcio lo hanno combinato. Economia mandante, Trasporti esecutore.