Trump-Putin, stesso obiettivo: disarticolare l’Unione europea

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 luglio 2018 7:00 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2018 15:05
Trump-Putin, stesso obiettivo: disarticolare l'Unione europea

Trump-Putin, stesso obiettivo: disarticolare l’Unione europea

ROMA – Trump che crede di più al presidente russo incidentalmente ex agente del Kgb piuttosto che alla intelligence americana? [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] L’Unione europea è un nemico degli Usa? E’ impressionante al limite dello choc storiografico concepire il ribaltamento epocale provocato da una stretta di mano e un paio d’ore di colloquio vis a vis Trump-Putin.

A Helsinki, sulla frontiera sensibile della vecchia partizione dei blocchi della Guerra Fredda, in realtà, i due migliori nemici hanno allegramente mettendo in pratica un progetto geopolitico che solo le intemperanze e l’imprevedibilità capricciosa di Donald fanno apparire estemporaneo. O dettato da una utilità reciproca contingente. Obiettivo comune, ricordava anche Adriana Castagnoli del Sole 24 Ore prima del summit di Helsinki, è “disgregare l’Unione europea”.

L’America protezionista con Trump s’è fatta popolo, voti e ideologia, ideologia che nasce da lontano e che parte dall’insofferenza dell’amico americano stanco di accollarsi la protezione Nato senza che gli alleati come Francia e Germania paghino almeno l’iscrizione invece di defilarsi negli appuntamenti bellici come in Afghanistan e Iraq, o mettere la mordacchia alle grandi corporation Usa, o insidiare il dollaro come valuta globale con l’euro. Il mondo globalizzato è cambiato, guarda anche all’est asiatico, ma per i figli dei neo-con e per i fan di Trump si è solo allargato il fronte dei nemici, Cina come Europa.

E la Russia? Nemica ma fino a un certo punto (per i media Usa l’appeasement con Putin è trattato alla stregua di quello di Chamberlain con Hitler), condivide con l’America lo stesso obiettivo, cioè la disarticolazione dell’Ue, stavolta per ripristinare l’egemonia su stati baltici e Balcani. Strategia che conta sulla disponibilità degli stessi europei a farsi dividere, non è un caso che sovranisti e populisti stravedono per Putin (non disdegnando i suoi generosi aiuti, di qualsiasi tipo). Ha ragione il polacco Donald Tusk: con amici come Trump, a che servono i nemici?