Da Tunisia ladri e terroristi? Non lo dice solo Salvini: rileggiamo Repubblica

Pubblicato il 7 giugno 2018 6:53 | Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2018 19:03
Da Tunisia ladri e terroristi? Non lo dice solo Salvini: rileggiamo Repubblica (foto Ansa)

Da Tunisia ladri e terroristi? Non lo dice solo Salvini: rileggiamo Repubblica (foto Ansa)

ROMA – Dalla Tunisia ladri e terroristi? Non lo dice solo Salvini: rileggiamo Repubblica. Salvini parla e la platea si infiamma. Sostenitori e oppositori. A volte esagera, ma questa volta ha ragione. Ha detto in Sicilia:

“La Tunisia è un Paese libero e democratico che non sta esportando gentiluomini ma spesso e volentieri esporta galeotti”.

Indignazione nella pseudo sinistra da salotto italiana, stupore da Alice in Tunisia. Il ministero degli Esteri di Tunisi ha espresso [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] “il suo profondo stupore per le dichiarazioni del ministro degli Interni italiano sul dossier immigrazione”. 

Ma una amnistia c’è davvero stata, nel 2017, in Tunisia.

E l’allarme è stato lanciato non da Casa Pound o da irriducibili padani, bensì dalla magistratura italiana. Non si è parlato solo di criminalità, ma di terrorismo. Ed è stato rilanciato non dal Secolo d’Italia, ma da Repubblica.

Rileggiamo, per rinfrescarci la memoria, la cronaca di Fabio Tonacci:

“Nella lista delle espulsioni decise dal Viminale per motivi di pericolosità sociale legata all’estremismo islamista — 213 casi dal gennaio 2015 ad oggi — effettivamente la componente dei tunisini è assai folta: ne sono stati allontanati 64, quota che vale poco meno di un terzo del totale. L’ultimo ad essere rimpatriato con volo diretto per Tunisi, lo scorso 8 settembre, è stato un imam di 44 anni che viveva a Milano, più volte arrestato per reati comuni e spaccio: secondo un report del nostro servizio di intelligence aveva aderito all’ideologia del Califfato e stava cercando proseliti anche tra piccoli criminali italiani residenti nel suo stesso quartiere.

“È un fatto, poi, che la Tunisia dopo la Rivoluzione dei Gelsomini sia diventata il paese africano da cui è partito il numero più consistente di foreign fighter per andare a combattere nelle file dello Stato Islamico in Siria, Iraq, Yemen, Mali e Libia: secondo una stima dell’Onu risalente al 2015 sarebbero almeno 5.000, in maggioranza di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Neanche l’Arabia Saudita wahabita ne ha esportati tanti”.

L’articolo di Fabio Tonacci su Repubblica non concedeva margini, scrisse allora Blitz. Aggiungendo:

“I clandestini provenienti dalla Tunisia dilagano in Sicilia e scatta l’allarme terrorismo. Repubblica ridicolizza le parole in libertà della presidentessa della Camera Laura Boldrini, in piena crisi buonista pre elettorale”.

Al punto che i sindaci della Sicilia si schierarono contro la Boldrini al grido di allarme: “Dalla Tunisia “terroristi, jihadisti e delinquenti”.

 

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