Unioni civili solo per i gay. Qualcuno si è dimenticato la Costituzione

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 15 ottobre 2014 13:23 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2014 13:35
Unioni civili, arriva la legge, ma solo per i gay. E per gli eterosessuali?

Unioni civili, arriva la legge, ma solo per i gay. E per gli eterosessuali?

ROMA – Unioni civili solo per i gay. Qualcuno si è dimenticato la Costituzione. Il titolo dell’apertura di Repubblica di oggi strilla in apertura di prima pagina che “Arriva la legge sulle unioni civili ma solo per i gay”: il Governo, cioè, si appresterebbe a riconoscere le unioni civili per gli omossessuali, ponendo di fatto fine a un regime familiare discriminatorio.

In breve, copiando esattamente il modello tedesco, l’unione civile verrebbe parificata, quanto a diritti e doveri, al matrimonio classico: la norma riguarderebbe solo le coppie gay con esclusione del diritto di adottare figli esterni alla coppia. Dobbiamo credere a Repubblica, al Governo, o a tutti e due? Quello che è sicuro è che una norma del genere sarebbe palesemente incostituzionale, violando il principio di uguaglianza di fronte alla legge. Come dire che il tale tributo si applica solo ai gay.

Giochiamo per un momento considerando veri e l’articolo di Repubblica e il presunto piano Renzi. Restano escluse le coppie di fatto eterosessuali, cioè chi sceglie di vivere more uxorio senza che un un prete o un funzionario civile celebri o ratifichi con un timbro la loro unione. Prendiamo atto quindi della risolutezza del Governo, dell’apertura misericordiosa di Papa Francesco e dei vescovi, della resipiscenza di Berlusconi, complice il benemerito attivismo della sua giovane compagna Francesca Pascale che è riuscita a portare ad Arcore Vladimir Luxuria, dell’intelligenza di Ncd che manderà giù il rospo gay in cambio di una manciata di soldi per le famiglie numerose…

Ma sulle coppie di fatto, nulla. In Francia i Pacs, la forma giuridica alternativa al matrimonio c’è già dal 2000. Dalla successione all’assistenza medica fino al divieto di adottare e di godere della reversibilità della pensione, queste proibizioni, oggi rimosse per i gay, restano per chi non sceglie il matrimonio convenzionale. Dice, allora perché non si sposano? Saranno pure fatti loro, cioè dei due milioni di italiani che non vogliono farlo. Fatto sta che il 40% dei minori è figlio di genitori non sposati (dati 2013).

Dagli anni ottanta i matrimoni sono passati dai 420mila del 1972 ai 200mila del 2013 mentre due milioni di italiani hanno scelto la convivenza more uxorio. Il nostro Paese ha fatto ben sei riforme del diritto di famiglia eppure rimane ancora lontano dalla realtà: le coppie di fatto non vengono tutelate, i patti prematrimoniali sono vietati, i tempi dei divorzi sono ancora lunghissimi, anche 12 anni per ottenerlo. (Gian Ettore Gassani, associazione avvocati matrimonialisti)

Si capisce che per i vescovi è forse praticabile oggi accogliere gli omosessuali riconoscendone un minimo di dignità, forse perfino concedere la Comunione ai risposati civilmente, ma è fuori discussione che un uomo e una donna si costruiscano una famiglia fuori dal vincolo sacro del matrimonio. E’ sensato, però, per un laico, continuare a far finta che la cartolina sbiadita del vestito bianco e dell’anello nuziale rappresenti ancora la realtà?