Usa. Ex senatore ammette corruzione, rischia 20 anni. Da noi un buffetto e via

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 luglio 2015 14:36 | Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2015 14:36
Usa. Ex senatore ammette corruzione, rischia 20 anni. Da noi un buffetto e via

Usa. Ex senatore ammette corruzione, rischia 20 anni. Da noi un buffetto e via

ROMA – L’ex senatore della California Leland Yee, un democratico attivo nel collegio di San Francisco e referente politico anche della storica e numerosa comunità cinese, ha ammesso davanti alla Corte di essersi “scientemente ed intenzionalmente accordato con un’altra persona” per partecipare a un’impresa criminale (Los Angeles Time). Fino a quel momento si era professato innocente: lo accusano di aver preso bustarelle per compiacere un gruppo criminale legato agli stupefacenti e al commercio illegale di armi. Ha preso 62mila dollari in contributi politici per aggiustare le leggi in favore del sodalizio criminale.

Niente di nuovo e di particolarmente sorprendente. Politici e amministratori pubblici piegati agli interessi di vari gruppi criminali: succede in America come in Italia, solo che da noi sembra quasi un obbligo poter vantare una specie di primato di immoralità pubblica, un attestato che nel bene o nel male ci fa comunque sentire migliori. Di qui l’enfasi italiana su Mafia Capitale, un’epopea giornalistica che confonde Massimo Carminati con Al Capone. Che non distingue un gruppo ramificato, pericoloso, ma di cui tutti sembravano conoscerne i membri per nome, cognome e diminutivo, dalla Mafia.

Lo dice lo stesso rapporto dello sceriffo anti-corruzione Giuseppe Pignatone: “Roma non è Palermo, Reggio o Napoli. E’ troppo grande e complessa per essere controllata da una sola organizzazione mafiosa. Vi sono più organizzazioni criminali, alcune mafiose”. Però Mafia Capitale fa più fiction.

Un po’ come – ci scommettiamo? – sarà pura fiction l’immancabile pugno di ferro sugli amministratori beccati a far affari con i sodali. Non ci divide dall’America una tara antropologica. Ci divide la determinazione a punire i reati: 20 anni rischia Leland Yee che ha pure ammesso le sue colpe facendo risparmiare tempo e denaro alla Giustizia. Vogliamo parlare dei patteggiamenti prossimi venturi, quando Mafia Capitale ci sembrerà solo una vecchia puntata di Romanzo Criminale?