Zanda accusa tutti i Governi, da Berlusconi a Monti: zero politica industriale

Pubblicato il 24 settembre 2013 12:30 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2013 12:30
Zanda accusa tutti i Governi, da Berlusconi a Monti: zero politica industriale

Luigi Zanda: j’accuse contro tutti i Governi

La fine di Telecom in mano agli spagnoli e quella imminente di Alitalia in mano ai francesi sono la prova che per vent’anni l’Italia è stata priva di una politica industriale: è l’atto di accusa di Luigi Zanda, presidente dei senatori del Pd. Obiettivo principale di Zanda è il Governo di Berlusconi ma l’arco temporale include vari Governi: oltre a quelli di Berlusconi, nell’ordine, Amato, Ciampi, Dini, Prodi, D’Alema, Monti.

Se si fanno i conti, Berlusconi è stato Presidente del Consiglio 9 anni su 20. C’è da concludere che la critica di Luigi Zanda sia rivolta anche alle precedenti mutazioni del suo partito, che hanno occupato quel posto per 10 dei restanti 11 anni (1 anno a Dini).

Quello che invece è opera pura di Berlusconi è il passaggio, nel 2011, di Parmalat ai francesi di Lactalis, con l’avallo dei sindacati che oggi piangono.

Il biasimo in effetti va distribuito equamente: se Alitalia e Parmalat sono opera di Berlusconi, Telecom è una declinazione della sinistra.

Oggi dice Luigi Zanda:

“Le vicende contestuali di Alitalia e Telecom rappresentano in modo impietoso l’esito di una lunga catena di errori in gran parte dovuti all’assenza ventennale di una politica industriale e, conseguentemente, alla prevalenza degli interessi privati sugli interessi pubblici.

“È necessario che il governo venga al più presto in Senato a riferire sul grave declino del sistema industriale italiano che coinvolge due imprese strategiche per i nostri servizi pubblici”.

“La vicenda Alitalia conferma la sciagurata disinvoltura con cui nel 2008 sono stati buttati al vento cinque miliardi di euro dal Governo Berlusconi. Il caso Telecom è, sotto il profilo dell’interesse nazionale, ancora più serio. L’Italia sta perdendo il controllo di una grande società che, prima di essere privatizzata (nel 1997) era all’avanguardia tecnologica, non aveva debiti ed era in grado di crescere in Italia e nel mondo”.

“Oggi Telefonica, il cui principale asset è un debito di 66 miliardi, sta assumendo il controllo di Telecom con poche centinai di milioni”.