Aboubakar Soumahoro, il sindacalista dei braccianti si incatena a Villa Pamphili VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Giugno 2020 14:05 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2020 14:14
Aboubakar Soumahoro

Aboubakar Soumahoro, il sindacalista dei braccianti si incatena a Villa Pamphili

ROMA –Aboubakar Soumahoro, il sindacalista e attivista si è legato per protesta per avere dal Governo risposte sulle condizioni dei braccianti.

Soumahoro si è legato davanti a Villa Pamphili dove sono in corso gli Stati Generali.

“Inizio lo sciopero della fame e mi incateno qui” spiega il sindacalista. 

“Finché il Governo non ascolterà il grido di dolore di noi invisibili e di tutti gli esclusi”, ha dichiarato ancora.

Dopo la presentazione del piano per la ripartenza post Covid, il premier Conte ha incontrato le rappresentanze sindacali.

Conte ha annunciato il decreto con il quale l’esecutivo ha prolungato di 4 settimane la cassa integrazione.

Conte ha promesso una riorganizzazione del sistema di ammortizzatori sociali.

Soumahoro spiega: “Ci sono troppe sofferenze e troppi dolori che il governo non sente e non vede” ha detto il sindacalista.

Ancora Soumahoro: “Noi siamo qui e ci resteremo fino a quando non ci saranno risposte concrete ed immediate rispetto a tre provvedimenti che chiediamo”.

Aboubakar Soumahoro, le richieste

L’attivista e la delegazione di braccianti che lo accompagna hanno illustrato le loro richieste:

“Un piano nazionale di emergenza lavoro per assorbire le persone che oggi sono senza occupazione e tutelare coloro i quali rischiano di perdere il posto di lavoro a causa della crisi sanitaria; una riforma della filiera agricola per consentire ai cittadini di consumare un cibo eticamente sano” aggiunge Soumahoro. 

La riforma della filiera agricola libererebbe “i contadini e i braccianti dallo strapotere dei giganti del cibo che favoriscono lo sfruttamento del caporalato, sia quello digitale che quelle dei colletti bianchi”.

Soumahoro chiede “un cambiamento delle politiche migratorie con uno stop alle politiche razziali e una regolarizzazione di tutti gli invisibili con il rilascio di un permesso di soggiorno per emergenza sanitaria convertibile per attività lavorativa”.

Richiesta anche la “cancellazione dei decreti sicurezza, degli accordi con la Libia e della legge Bossi-Fini, garantendo la cittadinanza ai bambini cresciuti in Italia”.

La protesta, ha annunciato l’attivista, andrà avanti “fin quando una politica che non sente il dramma dei precari, dei disoccupati, delle famiglie e soprattutto degli esclusi e degli invisibili, non ascolterà il grido dei nostri giovani”.

Aboubakar Soumahoro contesta che ci sia una carenza di manodopera nei nostri campi. “Ciò che manca” dice, “sono i diritti di braccianti che continuano a fare la fame nonostante lavorino dall’alba al tramonto. Per loro chiediamo e vogliamo risposte concrete” (fonte: Agi, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev).