Airaudo: Renzi? Delinquente politico. Vendola? Nella telefonata-Ilva elemento tipico della sua omosessualità

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Maggio 2014 19:12 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2014 21:18
Airaudo: Vendola? Nella telefonata con Archinà (Ilva) elemento tipico della sua omosessualità

Le parole di Airaudo in un fuorionda durante Taxi Populi (La3)

ROMA – “Renzi? Un delinquente politico”… “Vendola? Nella telefonata con Archinà dell’Ilva c’è un elemento tipico di Nichi e anche tipico della sua scelta omosessuale: lui ha cercato davvero di aggraziarsi Archinà”: a parlare è Giorgio Airaudo, deputato di Sel ed ex segretario nazionale della Fiom, in un fuorionda (pubblicato da Repubblica Tv) della trasmissione Taxi Populi (La3, venerdì ore 22.45) con la conduttrice Natacha Lusenti.

Sull’attuale premier Matteo Renzi, il giudizio di Airaudo è molto duro:

È spregiudicatissimo. È un democristiano digitale, ha la capacità di cogliere l’attimo, è velocissimo. Ma è quasi solo quello. Io non gli girerei mai le spalle, non gli darei mai il portafoglio. È un predatore… È un delinquente politico”.

Airaudo sostanzialmente difende l’operato di Vendola nella questione Ilva. Ma poi chiude: “Quella telefonata è un disastro. Lui non è un politico, è un poeta sociale. Poi che la sinistra abbia bisogno di un poeta sociale perché non ha più politici è un problema tutto nostro”.

Queste le parole di Airaudo: “In quella telefonata c’è un elemento tipico di Nichi, della sua scelta omosessuale, della sua condizione: lui cercava davvero di aggraziarsi Archinà…

Lusenti: “La captatio benevolentiae

Airaudo: “È assolutamente questo. Perché lui pensava che era quello buono, che gli consentiva di parlare a Riva. Tant’è che in quella telefonata gli dice «ma quelli della Fiom… non vogliono fare…»

Lusenti: “Che c’entra il fatto di essere omosessuale?”

Airaudo: “Perché è la sua storia, il fatto di aver vissuto la propria omosessualità in un modo palese, pubblico, il suo dover conquistarsi in quegli anni credibilità e attenzione in un ambiente omofobo come quello del Partito Comunista… Ricordo cosa successe per quell’intervista (che ancora oggi gli tirano fuori ogni 3 per 2) in cui lui disse  «la pedofilia? In fondo hanno una sessualità anche i bambini»…

La cosa che più mi colpì è che lui non avesse un canale diretto con Riva… il presidente della Regione Puglia non parla con il sottopancia… del merito… il presidente della Regione Puglia chiama Riva e gli dice «oh! Adesso…»… E poi c’è un problema che riguarda la magistratura che noi in Italia non possiamo affrontare perché veniamo da Berlusconi… Qual è l’autonomia di un amministratore pubblico eletto su un caso come l’Ilva. Tu arrivi, l’Ilva ha iniziato a inquinare quando ancora era pubblica. Hai un pescecane come Riva, che gliel’hanno regalata, che sta guadagnando al massimo, non hai tu chiara la dimensione…

Il Cral dell’Ilva è fatto di una tenuta (aggiungo elementi perché la conosco bene quella vicenda lì) che si chiama tenuta Vaccarella e che è gestita dai sindacati. Alla tenuta Vaccarella ci sono le barche a vela della Taranto bene, ed è dei sindacati dell’Ilva. Il palazzetto dello Sport dove fanno gli spettacoli a Taranto si chiama PalaFiom: si chiama proprio così. Lì, altro che la Fiat di Valletta, a un certo punto l’alterità sindacale, della classe operaia, è stata totalmente acquistata, comprata a colpi di denaro, di consenso… Con infiltrazioni malavitose… Il commissario che abbiamo mandato con Landini a commissariare la Fiom l’abbiamo dovuto far proteggere perché gli arrivavano le pallottole a casa… c’era una situazione terribile…

Allora Vendola prova ad intervenire… prova ad intervenire in termini classici: ambiente, capitale e lavoro. Tutelare i lavoratori, iniziare a bonificare l’ambiente, trovare un compromesso con il capitale. Ma era fuori tempo massimo. Tant’è che lui in privato dice: «Se io non facevo niente, se facevo finta di niente, il problema era dell’Ilva, dei sindacalisti». Quindi lui ha una responsabilità per essersene occupato. Poi quella telefonata è un disastro. Lui non è un politico, è un poeta sociale. Poi, che la sinistra abbia bisogno di un poeta sociale perché non ha più politici, è un problema tutto nostro”.