Alex Zanardi a Che tempo che fa: “Ragazzi mi chiedono autografi, ma sono io ad invidiare loro”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Novembre 2014 12:27 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2014 12:27
Alex Zanardi a Che tempo che fa: "Ragazzi mi chiedono autografi, ma sono io ad invidiare loro"

Alex Zanardi a Che tempo che fa: “Ragazzi mi chiedono autografi, ma sono io ad invidiare loro”

MILANO – Alex Zanardi ospite da Fabio Fazio a Che tempo che fa racconta la sua straordinaria impresa sportiva a Kona, Hawaii. Qui, l’atleta paralimpico ha completato una gara di triathlon che l’ha incoronato ‘Iron Man’.La gara era durissima e consisteva in 4 chilometri a nuoto, 180 chilometri con la sua hand bike e altri 42 di marcia con la sua carrozzina olimpica.

L’ex pilota di Formula 1, dal settembre 2001 ha perso entrambe le gambe a causa di un gravissimo incidente avvenuto sul circuito tedesco di Lausitzring. Dopo la tragedia, Zanardi ha deciso di diventare un campione paralimpico, vincendo due medaglie alle Olimpiadi di Londra e collezionando numerose imprese sportive con la sua hand bike.

Domenica 23 novembre, ospite di Fazio ha raccontato la propria esperienza. Parlando del tratto a nuoto della competizione ha detto: “Lì gli squali sono a casa loro, siamo noi gli intrusi. Io contavo di trovarne uno particolarmente intelligente che, vedendomi, pensasse: ‘No, quello lì lo hanno già assaggiato e non è buono’”.

Una delle cose che contraddistinguono Alex Zanardi è l’ironia: “A volte mi capita di andare a parlare nelle scuole – spiega Zanardi– Io firmo gli autografi, faccio le foto. È bellissimo, però dico ai ragazzi che sono io che invidio loro, perché tutte queste cose le potete ancora fare, siete ancora all’inizio del percorso. Per me a Kona il momento più bello è stato quando ho puntato la ruota della bicicletta verso Nord e sapevo di aver davanti ancora 180 chilometri. Se non ti sai godere il percorso alla fine non ci arrivi”.

Zanardi è un esempio per tanti ragazzi.L’ex pilota spiega: “Io non ho nessun diritto di sentirmi un esempio per gli altri, ma neanche nessun dovere. Sono una persona molto fortunata, l’ho detto spesso. Ho conosciuto un sacco di ragazzi che fanno cose qualitativamente simili a quelle che faccio io, o forse anche più importanti. Solo che io sono una persona molto ben pubblicizzata, e quindi capita che la gente si tolga il cappello al mio cospetto dicendo ‘Caspita, quello che fai tu io non sarei mai stato in grando di farlo’. Non è vero: perché se io avessi visto la mia vicenda addosso a un’altra persona sarei nel club di quelli che dicono ‘Caspita, quel ragazzo…’. E invece poi non è così: quando ti ci trovi, in certe situazioni… non è facile, ma poi riorganizzi il tutto e riparti. I risultati che ottieni ti danno coraggio per rilanciarti.

Video Rai Che tempo che Fa