Angelo Tofalo si lancia col paracadute. Sottosegretario Difesa già col mitra…VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 ottobre 2018 9:57 | Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2018 9:57
Angelo Tofalo si lancia col paracadute. Sottosegretario Difesa già col mitra e mimetica...VIDEO

Angelo Tofalo si lancia col paracadute. Sottosegretario Difesa già col mitra… (foto da video)

ROMA – Angelo Tofalo si butta giù col paracadute: il sottosegretario alla Difesa si è lanciato da oltre 4500 metri d’altezza con i paracadutisti della Tuscania. Dopo la mimetica ed il mitra imbracciato come i militari di ‘Strade sicure’; dopo essere andato a bordo del sommergibile Scirè con gli specialisti della Marina; dopo essere stato al ‘volante’ del simulatore di volo dell’Aeronautica T346. Si allunga l’elenco delle ‘imprese’ di Tofalo.

Fin troppo, dice chi lo critica e chi ironizza. “Ma sulla mia pagina facebook queste uscite sono le più viste, con decine di migliaia di visualizzazioni”, spiega intervistato dall’Ansa. Qual è dunque il senso delle iniziative ‘combat’ del sottosegretario? “E’ – rispende – quello di mettere le mani dentro il settore e capire da vicino cosa è la Difesa, chi sono i militari, che tipo di equipaggiamento hanno, anche per dare un messaggio ai giovani. Vedo che molti di loro, anche per il fatto che non esiste più la leva obbligatoria, non conoscono affatto le forze armate. Io – ricorda – non ho fatto il servizio militare, perchè a quei tempi potevo rinviare per motivi di studio e poi è stato abolito l’obbligo, ma all’epoca si diceva che chi faceva il militare era uno sfigato”.

Niente di più sbagliato, riflette ora, dopo 4 mesi da sottosegretario. “Ho trovato – spiega – un altissimo livello di preparazione, non ci sono risorse così preparate nel resto della Pubblica amministrazione. Magari fossi entrato nelle forze armate”.

E Tofalo ora prova a recuperare il tempo perduto. Il lancio in tandem con i parà del Tuscania a Livorno è l’ultima ‘missione’. “Ho avuto – racconta – la delega all’Arma dei Carabinieri; sono il secondo sottosegretario dopo Francesco Cossiga nel 1972 ad avere questo onore e dunque ho voluto dare un segnale forte di vicinanza a questi professionisti della sicurezza, mettendo la mia stessa vita in mano a chi ogni giorno difende gli interessi nazionali e rappresenta il Paese nel mondo”. ‘Se il destino è contro di noi, peggio per lui’, è il motto del Tuscania, aggiunge, “ed io mi sono lanciato insieme ad un istruttore, attaccati entrambi allo stesso zaino. Per tremila metri in caduta libera, poi col paracadute aperto. Una botta di adrenalina. Non è stato semplice e quando ho toccato terra c’è stato un grosso sospiro di sollievo”.

Non si tratta di fare il Rambo, puntualizza il sottosegretario, alla seconda legislatura con i Cinquestelle, “ma sono convinto che l’autorità politica, per entrare nel merito delle cose e prendere le giuste decisioni, debba conoscere il mondo di cui si sta occupando. E’ mio dovere approfondire nei dettagli le attività specifiche delle donne e degli uomini del comparto Difesa”. Ci saranno dunque in futuro altre visite ‘sul campo’ di Tofalo: dalla portaerei Cavour agli specialisti del Racis dei carabinieri.