Antonio Reppucci a La Zanzara: “In questi giorni ho pensato al suicidio” VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2014 20:09 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2014 11:33
Antonio Reppucci a La Zanzara: "In questi giorni ho pensato anche al suicidio"

Antonio Reppucci a La Zanzara: “In questi giorni ho pensato anche al suicidio”

ROMA – “In questi giorni ho anche pensato di suicidarmi”. A dirlo è Antonio Reppucci al programma La Zanzara in onda su Radio24. Proprio Reppucci, ex Prefetto di Perugia noto alla cronaca per aver “consigliato il suicidio” ad una madre che non sapeva che il figlio si drogasse.

Intervistato da Giuseppe Cruciani e David Parenzo proprio su suicidio, Reppucci ha detto:

“Ho pensato anche al suicidio. I giornalisti mi hanno messo in queste condizioni. Nessuno che abbia il coraggio di andare a vedere chi è questa persona. Non so, un mostro, uno che ha sbagliato ripetutamente, uno che ha rubato, uno che ha ammazzato qualcuno… Si può fare giornalismo in questo modo? Si può fare giornalismo estrapolando una frase da un discorso di oltre un’ora? La penna fa più male di una fucilata, mi hanno dipinto come un mostro. Non ho mai fatto male a nessuno, nessuno ha guardato al mio curriculum, a quello che ho fatto nella vita”.

Reppucci ha anche spiegato che il suo messaggio è stato mal interpretato dai “giornalisti a caccia di scoop e non della verità”:

“Ho la coscienza tranquilla di fronte al Padreterno perché volevo lanciare un messaggio di risveglio, un inno alla vita invece che al suicidio: mamme state attenti ai figli, questo volevo dire. Sono amareggiato e meravigliato con i giornalisti, nei miei confronti c’è stata macelleria e killeraggio. Volevo dire suicidatevi alle madri secondo voi? Volevo dire tutto il contrario. Renzi? Chissà come gli è stata rappresentata questa storia chi ha visto integralmente il mio intervento sa che volevo difendere Perugia, l’onorabilità della città che è rappresentata come capitale della droga e non è vero. E poi dire: care mamme se c’è tanto spaccio e consumo stiamo attenti guardiamo i nostri figli in fondo agli occhi, un discorso di carattere sociologico”.