YOUTUBE Baby squillo. I torinesi: “La colpa? Dei cellulari”

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 marzo 2018 14:23 | Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2018 14:23
baby squillo, cosa dicono i torinesi

Baby squillo. I torinesi: “La colpa? Dei cellulari”

TORINO – Fa scalpore a Torino la notizia della scoperta di un ampio e diffuso giro di prostituzione che coinvolge ragazze anche studentesse minorenni che venivano assunte come ragazze immagine finendo per diventare prostitute.

Tutte le notizie di Blitzquotidiano in questa App per Android. Scaricatela

Tra i clienti emergerebbero personaggi facoltosi tra cui il figlio di un noto imprenditore. I torinesi commentano la notizia tra amarezza e presa di distanze dando la colpa all’uso dei cellulari e alla perdita dei valori. Agenzia Vista di Alexander Jakhnagiev pubblica il filmato.

La Stampa ricostruisce la vicenda in un articolo ripreso da Dagospia:

“Finite a fare le ragazze immagine nelle discoteche, scaraventate – consenzienti – nei letti, nei privé e sui sedili posteriori delle Bmw e dei suv di chi pagava: da 100 a 700 euro.

(…) Una parte per loro e una per chi procacciava l’affare. Baby squillo le hanno chiamate nell’inchiesta della Squadra Mobile di Torino. Che racconta storie di due anni fa. Ora sono maggiorenni. Chi all’epoca ha pagato per andare con loro è finito nei guai. Chi organizzava e consentiva il tutto nei locali per scambi di coppie, nei night è in galera. E le ragazze? Sono rimaste le ‘femme fatale’ di allora: un po’ più grandi, un po’ più accorte, ma senza pentimenti.

(…) La marocchina, la romena, le altre italiane. ‘Non sono una brava ragazza, del mondo me ne fotto e la libertà è il mio unico vizio, mi innamoro di chi è come me ma riesce a tenermi testa, dei cattivi ragazzi insomma, quelli che non sono d’accordo con le regole perché la vita è una e bisogna viverla’.

(…) C’era quella che ascoltava Justin Biber e metteva i cuoricini e a scuola già l’avevano bollata. Certe voci corrono e quando arrivano i soldi dove prima ce n’erano pochi, si notavano. E sui social qualcuno attaccava: «Mettiti anche nuda se puoi troia già a questa età, sei penosa vai a battere va!!!» Bambine che sognavano il mondo dei ricchi. Come quel’uomo importante figlio di imprenditori che andava con loro e ora il suo nome è sulla bocca di tutti. Rampollo di una famiglia che lavora nel mondo dell’ automotive: Mario Ginatta. Il suo avvocato: «Un solo episodio lo riguarda. Staremo a vedere dopo aver consultato le carte». Lo hanno denunciato.

(…) E qualcuno dice che la Torino bene trema. Poi vai a vedere e scopri che nell’ elenco c’è poco: un avvocato, pare, un architetto, forse un consulente. Un commerciante. Pagavano per portarle in auto e nei privé. Un po’ di sesso e senza sapere – hanno detto – che le ragazze erano minorenni. Che tornate a casa si toglievano il tacco alto, s’ infilavano le sneakers e andavano al professionale.

(..:) Il giro è finito quando è arrivata la polizia. Qualcuno ha parlato. Sono rimaste le macerie di vite in frantumi. O di vite che sono cambiate. Una continua a fare la ragazza immagine. ‘Ho voglia di altro inchiostro sul mio corpo’ si sfoga la modella con il corpo coperto di disegni. ‘Non me ne parlare’ replica la sua amica di night, sempre più nuda sulle immagini sui social. Qualcuna è tornata alla vita normale. Un fidanzato”.

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other