Biennale di Venezia, lo scafo del peschereccio libico in cui morirono 700 migranti VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 maggio 2019 14:32 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2019 14:51
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Biennale di Venezia, lo scafo del peschereccio libico in cui morirono 700 migranti

VENEZIA –  All’Arsenale di Venezia, sede di parte della 58 Biennale d’Arte 2019, è esposto il relitto del peschereccio libico con 700 persone a bordo che il 18 Aprile 2015 affondò nel Canale di Sicilia. Lo scafo simbolo della tragedia dell’immigrazione diventa “Barca Nostra”, installazione dell’artista svizzero-islandese Christoph Büchel, conosciuto nella scena contemporanea per il suo stile provocatorio.

Con la vernice ai Giardini e all’Arsenale, Venezia torna ad essere il più grande museo a cielo aperto d’arte contemporanea. La 58/A Biennale d’arte, firmata da Ralph Rugoff, “May you live in interesting times”, ha aperto i battenti per la stampa, in attesa dell’inaugurazione al pubblico, sabato 11 aprile.

Una mostra come una partitura musicale incisa su disco, con un lato A ai Giardini, e il lato B all’Arsenale, scritta da quadri, installazioni, sculture, video e suoni di 79 artisti (maggioranza donne), invitati da Rugoff a testimoniare la complessità del loro agire. Se Lara Favaretto – che con Ludovica Carbotta rappresenta la ricerca italiana – avvolge l’esterno del Padiglione Centrale con un denso fumo, lo statunitense George Condo realizza un gigantesco dipinto intitolato Facebook. Cattura il visitatore “Il labirinto” del Padiglione Italia pensato da Milovan Farronato – qui sono in dialogo le opere di Enrico David, Chiara Fumai – dove la metafora è quella del confronto tra complessità e razionalità.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, Ansa