Bomba alla pizzeria di Gino Sorbillo a Napoli: il video dell’attentato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 gennaio 2019 10:34 | Ultimo aggiornamento: 17 gennaio 2019 10:37
Bomba alla pizzeria di Gino Sorbillo a Napoli: il video dell'attentato

Bomba alla pizzeria di Gino Sorbillo a Napoli: il video dell’attentato

NAPOLI  –  C’è un video che riprende il momento in cui è stata posizionata la bomba carta esplosa alla pizzeria di Gino Sorbillo a Napoli, in via dei Tribunali, nella notte tra martedì e mercoledì 16 gennaio. 

Nel filmato, girato dalle telecamere di sorveglianza del locale, si vede un uomo avvicinarsi lentamente alla pizzeria: l’uomo si inginocchia, posa la bomba, accende la miccia e schizza via di corsa, velocissimo.

Passano quattro secondi, l’ordigno esplode, due delle tre telecamere si oscurano, resta in funzione solo la terza, quella all’interno del locale, che mostra un lampo, la porta di legno che si spalanca, la polvere che invade il locale. 

Quella di via dei Tribunali è la sede storica, da tre generazioni, ma tra Napoli, Milano e Ne York, Gino Sorbillo di pizzerie ne ha aperte più di dieci. Il boato, avvenuto verso l’1:30, ha scosso tutti. E quando Sorbillo ha capito cosa era successo, per un attimo si è sentito ‘scoraggiato’, ammette.

Ha lui stesso dato la notizia su Facebook, con una foto davanti alla pizzeria. Cosa sia successo lui non lo sa. Ricorda che cinque anni fa la sede di via Tribunali fu incendiata e ricorda di essere stato nell’arma dei Carabinieri di aver “sempre scelto la legalità” e di “aver sempre detto no al racket”.

Di una cosa si dice certo: “È un attacco alla rinascita di Napoli, alla legalità. Forse ora qualcuno pensa che se la può giocare, che se ha messo una bomba a me lo può fare anche ad altri esercenti della zona ma noi non molliamo”.

E poi avanza anche un’altra ipotesi, legata ai suoi post in difesa del calciatore Koulibaly bersaglio di offese razziste. Giorni fa si dipinse il volto di nero e scrisse su Fb che nella sua pizzeria i razzisti non sarebbero entrati: “Magari c’entra anche questo, è una ipotesi, dopo quei post ho ricevuto minacce”.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev