Brescia, facevano entrare giovani nigeriane in Italia per farle prostituire VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Settembre 2019 11:16 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2019 12:00
tratta nigeriane brescia

L’appartamento in cui vivevano le nigeriane

BRESCIA – Tre cittadini nigeriani ritenuti responsabili dei reati di tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione sono stati arrestati questa mattina dalla polizia, nell’ambito di indagini coordinate dalla Dda della Procura di Brescia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’attività investigativa condotta dalla squadra mobile bresciana, attraverso intercettazioni telefoniche, ha permesso di individuare in provincia di Brescia i terminali (un uomo e una donna) di una organizzazione con base in Libia e Nigeria che avrebbe favorito l’ingresso di giovani donne da avviare alla prostituzione.

Il terzo arresto riguarda, invece, una donna, che operava nella città di Torino ed attualmente domiciliata in provincia di Mantova. Attraverso la collaborazione del Servizio Centrale Operativo ed i canali di cooperazione con la polizia nigeriana, è stato identificato anche uno dei componenti del sodalizio operante all’estero, che avrebbe avuto il compito di trasferire le vittime di tratta dalla Nigeria alla Libia, dove venivano imbarcate per farle arrivare sulle coste italiane. 

Dalle indagini è emerso il ricorso a riti magici (juju) e minacce ai danni dei familiari in patria come strumenti per costringere le vittime a versare ai loro aguzzini somme variabili tra i 20 e i 30 mila euro, quale riscatto per affrancarsi dalla madam. Proprio per garantire alla sfruttatrice una rendita per un apprezzabile periodo di tempo, le ragazze, prima di essere avviate alla prostituzione, entravano nel sistema di accoglienza e formalizzavano la richiesta di protezione internazionale. Tale escamotage le rendeva di fatto non espellibili fino al termine della procedura per il riconoscimento dello status di rifugiati, che ha una durata molto lunga.

Una volta formalizzata la domanda di asilo le vittime venivano indotte a scappare dal centro di accoglienza e costrette prostituirsi, iniziando a pagare l’oneroso debito. Nel corso dell’indagine, nella quale risultano complessivamente indagati 6 soggetti, tutti nigeriani, è stata raccolta la drammatica denuncia di tre vittime, che dopo aver deciso di affrancarsi dai loro sfruttatori, hanno raccontato tutte le fasi del loro reclutamento e le angherie che hanno dovuto subire durante il viaggio, costituite da violenze fisiche, abusi sessuali e restrizioni forzate presso centri di detenzione libici.

Fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev