Bus a fuoco, omaggio ai carabinieri su Facebook: “Ai nostri eroi di Milano”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 21 Marzo 2019 10:39 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2019 10:40
Carabinieri eroi, salvano bimbi dal bus: l'omaggio dell'Arma

Bus a fuoco, omaggio ai carabinieri su Facebook: “Ai nostri eroi di Milano”

di Veronica Nicosia

MILANO – Hanno ricevuto l’allarme dal bus. Un uomo aveva sequestrato i bambini della scuola di Crema e minacciava di dargli fuoco. I carabinieri così non ci hanno pensato due volte. Hanno inseguito il bus di Autoguidovie, lo hanno speronato e l’hanno fermato. Poi si sono gettati tra le lamiere in fiamme senza pensarci due volte per mettere al sicuro tutto i 51 bimbi che erano stati presi in ostaggio. I carabinieri si sono comportati da veri eroi e così l’Arma in un post su Facebook li ha celebrati e ringraziati: “Ai ‘nostri Eroi’ di Milano”.

Nel post pubblicato sulla pagina dell’Arma si legge: “Nel giorno in cui  nasce la primavera, festeggiamo cinquantuno bambini tornati a casa. Cinquantuno bambini, la primavera della vita. È stato tutto molto semplice, tutto come mille altre volte: una richiesta di soccorso, l’allerta della Centrale, l’intervento. È stato straordinario”.

“Voi in pochi – proseguono i carabinieri nel post dedicato ai loro colleghi – di fronte a un autobus impazzito che vi speronava, a una minaccia terribile e mortale, alle fiamme che già divoravano le lamiere. Avete vinto. Nessuno si è fatto male, nemmeno chi di quell’orrore era stato l’artefice. Perché le vite si salvano tutte. Siete stati gli angeli della strada, i supereroi che volano fra i grattacieli proteggendo la metropoli, l’argine contro la follia”.

Poi gli accorati ringraziamenti: “Noi in tanti, 110 mila, che di fronte a tanto abbiamo solo una parola. Grazie. Grazie per averci resi orgogliosi della nostra uniforme. Per aver ricordato chi sono i Carabinieri, che cosa fanno da più di due secoli. Sono quelli che corrono verso il pericolo laddove l’istinto umano è fuggirne. Quelli che vedono in ogni bambino un figlio, in ogni donna una sorella, in ogni anziano un genitore.  Grazie perché domani sarete di nuovo sulla strada.Correndo alla prossima chiamata, pensando che in fondo non avete fatto che il vostro dovere”. (Ansa e Agenzia Vista)