Camilla e Gaia, i funerali a Roma. Don Matteo Botto: “Quando sbronzo e fatto ti metti al volante: questa è vita?” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 Dicembre 2019 11:33 | Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2019 12:26
Camilla e Gaia, i funerali a Roma. Don Matteo Botto: "Quando sbronzo e fatto ti metti al volante: questa è vita?" VIDEO

I funerali di Gaia e Camilla a Roma (Ansa)

ROMA  –  “Quando sei sbronzo e fatto ti metti al volante: questa è vita?”: è la domanda fatta dal pulpito da don Gian Matteo Botto, parroco della chiesa del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore di Roma, durante la sua omelia ai funerali di Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann, le due sedicenni travolte e uccise da un suv guidato da Pietro Genovese sabato scorso. “Brancoliamo nel buio in un’epoca in cui ci sentiamo onnipotenti ma siamo palloni gonfiati”, ha aggiunto il sacerdote. “Il senso della vita – ha poi sottolineato – non è bere e fumare ma amarci l’un l’altro”.

“Camilla aveva chiesto pochi giorni fa a pranzo con i genitori e la sorella Giorgia cosa fosse il senso della vita. Quando ti metti a guidare sbronzo o fatto è questa la vita? Mandarla in fumo? In fondo ci sentiamo onnipotenti e poi non riusciamo a seguire le regole base della convivenza”, ha detto il sacerdote. “Da giorni ci chiediamo il perché. Ci interroghiamo sull’insensatezza di quanto accaduto. Brancoliamo nel buio. Ecco quello di oggi è il grande abbraccio che diamo ai genitori di Gaia e Camilla, in questa ora così buia”, ha aggiunto.

“Si è persa una delle fondamenta della nostra famiglia. Eri la piccola di casa. Tu che trovavi imbarazzo ogni volta che si parlava di te, non ti piaceva sentirti gli occhi addosso. Ti sentivi imperfetta”: lo ha detto Giorgia, sorella di Camilla, durante i funerali. “Qualche giorno a tavola avevi chiesto qual era il senso della vita e non ti ho saputo rispondere – ha aggiunto -. A qualche giorno di distanza ho trovato la risposta: il senso della mia vita sei tu”. 

“Sedici anni sono troppo pochi, non posso crederci che l’altro giorno ero con te Gaia e il giorno dopo eri morta. É un dolore incommensurabile, indescrivibile, che porterò con me per tutta la vita. Camilla e Gaia saranno sempre nei nostri cuori. E’ una cicatrice che durerà per sempre”: queste le parole di un’amica delle due ragazze morte nell’incidente a corso Francia ha ricordato la sua amica. “Siete due stelle che illuminano la notte buia” ha invece detto una una zia. 

Un lungo applauso accompagnato dalle note, suonate dal vivo, delle canzoni ‘A te’ di Lorenzo Jovanotti e ‘Ti voglio bene’ di Tiziano Ferro, hanno accompagnato l’uscita delle bare bianche di Gaia e Camilla. Gremita la chiesa del Fleming e anche il viale di accesso. Una parente all’uscita ha accusato un malore ed è stata soccorsa da personale di un’ambulanza ferma all’esterno della chiesa per tutta la funzione.  

Lo sfogo dei genitori di Gaia

“La morte di un figlio è talmente innaturale da aver reso la nostra condizione indicibile. Anche per questo non abbiamo finora parlato con nessuno e oggi chiediamo rispetto per il nostro dolore e il nostro silenzio”: queste le parole affidate al loro legale Giulio Bongiorno, dai genitori di Gaia. “Chi perde il coniuge è vedovo, chi perde i genitori è orfano. Chi, come noi, perde una figlia non ha nemmeno un nome che lo definisca: la morte di un figlio è talmente innaturale da aver reso la nostra condizione indicibile, è letteralmente “qualcosa che non può essere detto”. Anche per questo non abbiamo finora parlato con nessuno e oggi chiediamo rispetto per il nostro dolore e il nostro silenzio”, hanno detto, attraverso il loro avvocato, Gabriella Saracino e Edward von Freymann. “Quando troveremo le parole giuste parleremo, e diremo la nostra sulle tante ricostruzioni che in questi giorni sono state diffuse dai media con troppa leggerezza. Per il momento, invitiamo alla prudenza e alla scrupolosità chi scrive di questa tragedia”. “Gaia era piena di gioia di vivere, ma era anche matura e responsabile. Ci manca moltissimo. Per questo desideriamo ringraziare chi ha pianto con noi, chi ci ha offerto conforto e sostegno”, concludono.(Fonti: Agi, Ansa, Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev)