Colombia, pace lontana dopo gli accordi con le Farc: centinaia gli omicidi politici, 26 luglio mobilitazione a Roma FOTO-VIDEO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 17 Luglio 2019 16:45 | Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2019 11:33
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La protesta a Roma del 26 luglio

ROMA – Mobilitazione generale per la pace in Colombia: venerdì 26 luglio flashmob in piazza a Roma. Appuntamento ore 19,00 piazza Santa Maria di Loreto (piazza Venezia, nei pressi della Colonna Traiana).

Il movimento Defendamos la Paz e diversi gruppi della società civile colombiana, venerdì 26 luglio hanno indetto una mobilitazione internazionale a sostegno e contro le uccisioni che avvengono, in Colombia, per motivi politici. La mobilitazione si svolgerà nelle piazze della Colombia e in diverse città del mondo per protestare contro l’uccisione mirata dei leader sociali, dei difensori dei diritti umani e degli ex guerriglieri che stanno avvenendo nel Paese sudamericano.

La mobilitazione, a Roma metterà in scena un flashmob che ha lo scopo di far conoscere all’opinione pubblica italiana quello sta accadendo in Colombia, dove dalla firma dell’accordo di pace con le Farc avvenuto nel novembre 2016 ad oggi sono stati uccisi più di 700 di questi leader. Una pace che dunque ha fatto nascere un nuovo conflitto, di cui i media colombiani e l’opinione pubblica non parlano.

L’appello è nato a seguito dell’orrendo crimine avvenuto lo scorso 21 giugno. María del Pilar Hurtado è stata uccisa nel comune di Tierralta nel dipartimento di Córdoba davanti ai suoi due figli. “Questo bagno di sangue deve finire. È imperativo che vengano intraprese le azioni necessarie per porre fine agli omicidi, garantire la presenza integrale delle istituzioni statali nei territori e mettere in atto un’efficace protezione della vita di queste persone”, spiega il movimento Defendamos la Paz.

La giornata vuole rendere omaggio ai leader sociali e chiedere al Governo colombiano in carica di porre fine a tali crimini. Inoltre, con l’iniziativa organizzata a Roma, si vuole rendere visibile la situazione colombiana al di fuori dai suoi confini nazionali, nel tentativo di ottenere sostegno e appoggio dalla comunità internazionale.

 

Cosa sta accadendo in Colombia dopo gli accordi di pace tra le Farc e il Governo.

La Colombia vive un momento delicato di transizione politica e sociale dopo la firma degli Accordi di Pace tra il Governo di Juan Manuel Santos e il gruppo guerrigliero delle Farc avvenuta nel 2016. La pace oggi è in pericolo. A stabilirlo è l’ultimo rapporto dell’Alto Commissionato dell’Onu per i Diritti Umani. I massacri sono aumentati del 164% nell’ultimo anno e sono nuovamente iniziati gli sfollamenti forzati, con l’occupazione dei territori lasciati liberi dai guerriglieri da parte di gruppi paramilitari. Nelle comunità rurali continuano ad avvenire omicidi mirati. L’isituto colombiano Indepaz (“Istituto de estudios para el desarrollo y la paz”), dalla firma degli accordi ad oggi, denuncia 700 persone uccise.

Il Governo di Iván Duque in carica dal 2018, insieme ad alcune forze politiche del Congresso, sta sabotando apertamente il progresso pacifico del post-conflitto. Tra le diverse azioni intraprese c’è il rallentamento dell’attuazione degli accordi, il taglio dei fondi per la sostituzione delle coltivazioni della coca, il taglio ai finanziamenti alla Giurisdizione Speciale per la Pace (Jep), all’Unità Speciale di Ricerca delle Persone Sparite (Uebpd) e alla Commissione Per la Ricerca della Verità (Cev). In questo modo, il Governo attualmente in carica sta colpendo direttamente le vittime della guerra. 

A questo si somma una nuova politica di Difesa e Sicurezza che rappresenta una regressione in materia di diritti umani, poiché favorisce la militarizzazione di alcuni territori promuovendo la partecipazione cittadina alle attività di sicurezza (che si traduce nella creazione di nuovi gruppi paramilitari). Per quanto riguarda la lotta al narcotraffico è stato approvato nuovamente l’utilizzo del glifosato, noto erbicida cancerogeno bandito nella Ue. In ambito politico, Duque e il suo governo hanno chiuso il dialogo di pace già avviato dal precedente governo con l’Eln, l’altra guerriglia storica della Colombia.

Il flashmob di venerdì 26 luglio si colloca all’interno della rassegna “Paz Colombia – Memoria e Giustizia” che inizia con la proiezione, l’8 agosto, del documentario “Caminos de Guerra y paz” presso l’Isola del Cinema sull’isola Tiberina alle ore 21.30, per poi continuare con un ciclo di incontri dedicati alla difesa della pace.

Gli incontri si svolgeranno presso lo Stand dell’Associazione Roma Fotografia sempre sull’Isola Tiberina dal 12 al 18 agosto, dalle ore 20.00 alle 24.00. Attraverso scene teatrali, materiale audiovisivo, documentari, cortometraggi, film e foto stampate e proiettate, si vuole informare e riflettere insieme sulla complessità del momento che sta attraversando la Colombia. 

Adesioni: Mesa de la Sociedad Civil para las Migraciones Italia/Colombia, Colombia es Cultura, Associazione di Promozione Sociale MIGRAS, Associazione Roma Fotografia Gruppo 56 – Roma Boccea, Amnesty International Foro Internacional de Víctimas Mediterráneo.  

Per contatti: sociedadcivilroma@gmail.com, https://twitter.com/SocCivilRoma , https://www.facebook.com/mesasociedadcivil.italia/