Concertone del 1° maggio per immagini: artisti, presentatori, piazza…

Pubblicato il 2 Maggio 2012 9:26 | Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2012 17:12

ROMA – Il concertone del primo maggio è ormai finito, quello che resta sono le immagini e i suoni di quella giornata. Quella Nina Zilli che cita Nina Simone con le lacrime agli occhi; Elisa che canta commossa Jumping Jack Flash; Noemi che non vorrebbe più scendere dal palco; Caparezza vestito di rosso come un monaco, da gran provocatore, che fa alzare il dito medio a tutti, parla degli operai, e scalda la notte; i Subsonica che ripartono dal ’98 (la loro prima apparizione) e che fanno saltare la piazza. Al solito, i numeri ballano tra le 300 mila persone secondo la Questura e i “diversi milioni” degli organizzatori.

Ovviamente al centro degli interventi durante il concertone c’è sempre il lavoro. Con Marina Rei che consiglia “di tenere duro, perché chi ha voglia di lavorare troverà sempre la strada per uscire dalla crisi”, con Mauro Pagani (il direttore d’orchestra) che suggerisce “di circondarsi di giovani in ogni campo della vita, dando spazio al merito e alla fantasia, per trovare nuove idee e spunti per il futuro”, con Elisa che dice: “Mi sento tanto bene quando sono qui, vorrei rimanere tra la gente, e sostenere le diverse versioni dell’attualità che vivono ogni giorno: con i loro drammi e le loro richieste”.

Poi gli striscioni. C’era quello che portava alta la bandiera dei pirati (“perché vorremmo un paese diverso”), come quello vintage con vecchio simbolo del Pds in maniera ironica, o quello che raccontava i luoghi comuni per cui è famosa l’Italia. C’è Caterina Guzzanti che dice di aver visto una bella festa, “in stile tarallucci e vino, come piace”. Mentre sul palco va in scena una parentesi pulp con il cantante dei Nobraino che si rade i capelli. I napoletani A67 che urlano “l’articolo 18 non si tocca”, e “riprendiamoci il futuro”, e cantano Don Raffaè, uno dei tanti omaggi del concertone, dedicato a Fabrizio De André. Poco prima, un altro ricordo, questa volta dedicato a Lucio Dalla, con la lettura di alcune strofe di Henna.