Coronavirus, Conte: “Didattica in presenza a rischio”

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 Ottobre 2020 15:48 | Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre 2020 15:49
Dpcm, coprifuoco e quarantena: ecco cosa rischia chi viola le restrizioni

Dpcm, coprifuoco e quarantena: ecco cosa rischia chi viola le restrizioni (foto Ansa)

Il vaccino a dicembre e fuori dalla pandemia la prossima ma primavera, ma intanto la didattica in presenza rischia: sono alcuni punti affrontati dal premier Giuseppe Conte al Festival de Il Foglio

Vaccino a dicembre, ma dosi per tutti solo in primavera, la pandemia di coronavirus è ancora forte e mette la didattica in presenza in forse: sono alcuni punti affrontati dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Festival de Il Foglio. 

“Confidiamo di avere il vaccino per il coronavirus a dicembre, ma bisogna comprendere che arriveranno qualche milione di dosi per Paese, quindi dovremo fare un piano condiviso a livello europeo per intervenire sulle fasce più fragili e via via per le altre categorie”. Lo ha detto il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, al Festival de Il Foglio. 

Il premier però precisa che per vedere gli effetti del vaccino “dobbiamo aspettare primavera quando prevedibilmente arriveranno per tutti” le dosi. 

Sulla fine della pandemia ha detto: “In primavera inoltrata confidiamo di essere venuti a capo di questa situazione. Speriamo che qualche mese prima usciremo dalla curva più preoccupante. Nella mia testa continuamente afferro quale sia il momento in cui si esce dalla pandemia definitivamente”. 

Al momento, però, la situazione resta preoccupante, e la didattica in presenza, a scuola, è a rischio, ha detto il presidente del Consiglio. “La curva dei contagi sta subendo una impennata così rapida che rischia di mettere in discussione la didattica in presenza, alcuni presidenti di regione lo hanno fatto, non è il nostro obiettivo, noi continuiamo a difendere fino alla fine la didattica in presenza. Ma dobbiamo mantenerci vigili per seguire e assicurare la tutela della salute de tessuto economico”.

“Al lavoro per capire se servono nuove misure”

“Stiamo lavorando per capire se si deve intervenire ancora. I criteri sono: massima precauzione, adeguatezza e proporzionalità. Noi siamo sempre flessibili. Per la portata di questa seconda ondata non c’è un manuale né una palla di vetro, i numeri sono molto preoccupanti in tutta Europa”. 

“Nessun Paese è pronto a una pandemia, nessuna democrazia che non sia affidata a una organizzazione militare può sopperire con la massima efficienza agli effetti della pandemia. Noi siamo impegnati notte e giorno, possiamo contare sullo sforzo di tutti i cittadini, c’è rabbia, angoscia e disperazione. Molti cittadini sono disorientati, ma molti rispettano le regole”, ha detto Conte. “Il Paese sta mostrano grande senso di responsabilità”.  

Nodo Mes

 

A proposito del Mes, Conte ha ribadito: “Il Mes è all’interno di una nuova linea di credito che non ci ha mai entusiasmato”. Sul Mes “credo che Gentiloni abbia ragione, confermo la stima nei suoi confronti. Non ci sono condizionalità” se non quella di spendere i fondi nella sanità “è una nuova linea di credito all’interno di un meccanismo che non ci ha mai entusiasmato, ma che non si porta dietro le condizionalità dell’intero meccanismo del passato”. (Fonti: Ansa, Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev)