Conte, annuncio revoca Siri: “Passo indietro per oggettiva gravità delle accuse di corruzione” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 maggio 2019 11:53 | Ultimo aggiornamento: 3 maggio 2019 11:54
conte conferenza stampa Lega

Conte, annuncio revoca Siri: “Passo indietro per oggettiva gravità delle accuse di corruzione”

ROMA – Giuseppe Conte revoca la delega al sottosegretario Armando Siri. Durante la conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi ieri, giovedì 2 maggio, il presidente del Consiglio ha chiesto a Siri “un passo indietro per oggettiva gravita delle accuse di corruzione”. In fondo all’articolo il video con l’annuncio di Conte.

Dimissioni Siri, la reazione della Lega

Armando Siri potrebbe ora dimettersi prima che Giuseppe Conte porti il decreto di revoca in Consiglio dei ministri. Ormai è una questione tra il sottosegretario e il premier, afferma intanto Matteo Salvini. Vale a dire, spiegano dalle fila della Lega, che il governo non salta, si va avanti. Ma il ministro dell’Interno, raccontano più fonti, è assai irritato. Il modo in cui il presidente del Consiglio ha “dimissionato” il sottosegretario davanti alle telecamere, dalla sala stampa di Palazzo Chigi, non gli va giù.

Questa volta il premier ha esagerato, osservano in casa leghista. Dopo le europee, anche la gestione di questa vicenda peserà sulla scelta di andare avanti con i Cinque stelle o meno. Di sicuro, ora Salvini spingerà perché in Cdm arrivi il primo via libera alle intese sulle Autonomie regionali.

Da Palazzo Chigi assicurano che Giuseppe Conte aveva dato una dead line alla Lega: giovedì sera vado in conferenza stampa ad annunciare le dimissioni di Siri. Una forzatura, agli occhi della Lega. Che, subito dopo l’annuncio della conferenza stampa, con una dichiarazione di Siri, batte sul tempo il premier e lo spiazza: mi dimetterò ma solo quindici giorni dopo essere stato ascoltato dai pm, dichiara il sottosegretario. Una “beffa”, alle orecchie del premier. Che pensava di essere stato chiaro, lunedì con Siri e martedì con Salvini.

Il premier si prende mezz’ora per cambiare la propria dichiarazione e, visibilmente seccato, va nella sala stampa di Palazzo Chigi ad annunciare che sarà lui a revocare il sottosegretario. Lo farà nel prossimo Consiglio dei ministri, probabilmente mercoledì, davanti a Salvini e ai rappresentanti della Lega. Se Siri si dimetterà prima toglierà tutti dall’imbarazzo.

Salvini viene descritto assai irritato. Da Budapest dichiara di non aver sentito Conte in giornata. Il premier, affermano i leghisti, questa volta ha forzato la mano: avrebbe dovuto attendere almeno la convocazione del sottosegretario davanti ai magistrati. In un “paese civile” chi è indagato ha il diritto di spiegare ai giudici, dice Salvini. Ma il leader leghista non si spingerà fino a far saltare il banco, spiegano da via Bellerio. I ministri leghisti, come detto qualche giorno fa da Gianmarco Centinaio, sarebbero pronti a opporsi nel Consiglio dei ministri in programma per mercoledì. C’è chi a Salvini consiglia di disertare la riunione. Ma su Siri il vicepremier non intende far saltare il governo. Per ora, si va avanti. Dopo il voto Salvini potrebbe però decidere che non vale la pena andare avanti. 

Fonte: Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev, Ansa