Coronavirus, Emiliano risponde al pescatore pugliese: “Stattene a casa” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Marzo 2020 15:27 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2020 15:31
emiliano coronavirus

Coronavirus, Emiliano risponde al pescatore pugliese: “Stattene a casa”

BARI – Il Presidente della regione Puglia parla con un pescatore della sua regione su Facebook. Il pescatore chiede al governatore se può uscire con un gommone per andare a pesca. “Siamo in due con un gommone lungo 6 metri”. Emiliano spiega che si devono sedere lontano. Poi consiglia di restarsene a casa.

Emiliano, su Facebook scrive: “È mezzanotte passata e qui siamo ancora al lavoro, ma voglio dirvi che con i vostri messaggi, commenti, telefonate, state rendendo questa esperienza unica e preziosa dal punto di vista umano. Tra le centinaia di chiamate a cui ho risposto oggi ce n’è una che mi ha messo veramente di buon umore. Erano giorni che non sorridevo così, tanto che un mio collaboratore mi ha ripreso mentre parlavo. Condivido con voi questo video dedicato a tutti i ‘pizzicatori’, che stanno mordendo il freno in attesa di andare finalmente di nuovo a pesca!”

Coronavirus, molti più casi di quelli accertati.

“Il distanziamento sociale è la chiave per ridurre la diffusione del contagio. Le prossime settimana saranno decisive e dipendono dal comportamento di ogni singolo cittadino”, ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza in relazione ad ipotesi di picchi e numero dei contagi. Grazie alle forti misure di contenimento in atto “eviteremo un picco insostenibile, diluendo e rallentando i casi di SarsCov2, che comunque ci saranno, in un tempo più lungo: l’epidemia in atto, cioè, durerà di più ma il numero di casi risulterà gestibile per il Servizio sanitario”. Lo spiega all’Ansa Pier Luigi Lopalco, professore di igiene all’università di Pisa e responsabile epidemiologia nella task force della Regione Puglia per il contrasto al nuovo coronavirus.

“Il numero reale di contagiati” dal Coronavirus “è più alto di quello ufficiale”, dice Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano. “Nella zona di Vo’, sono stati fatti tantissimi tamponi e si sono visti stati risultati. La scelta di non farne altrettanti in altre zone per me – ha aggiunto Galli – è discutibile, anche se probabilmente è dovuta alla disponibilità negli spazi di laboratori. La battaglia si vince nei territori, come sul campo di battaglia. Gli ospedali sono nelle retrovie, se continuano ad arrivare feriti, non riusciranno mai a reggere. Il circolo vizioso va interrotto sul campo”.

Se le misure attuate avranno risultati si potrà vedere “ottimisticamente in due settimane. Faccio un paragone Wuhan attorno al 25-26 gennaio c’era un numero di casi paragonabile a quello della Lombardia al 3 di marzo. E noi abbiamo avuto 3-4 settimane il cui il virus ha circolato liberamente. Questa è una bestia che ci ha invaso e che ci terrà compagnia per un periodo ancora non breve e la mobilitazione di tutti è fondamentale perché questo periodo venga accorciato”.

Fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev