Coronavirus, rianimatrice striglia giovani: “A casa. Scuole chiuse? Chiedetevi perché” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Marzo 2020 8:26 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2020 8:27
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Coronavirus, rianimatrice striglia giovani: “A casa. Scuole chiuse? Chiedetevi perché”

ROMA – “Dovete stare a casa! Non assembrati in giro. Dovete diminuire le possibilità di contagio! Non ci sono abbastanza respiratori!!!”. A realizzare questo “video-cazziatone” sul coronavirus indirizzato agli italiani è Barbara Balanzoni, medico anestesista rianimatore.

La dottoressa parla in Rete e la clip  supera un milione di visualizzazioni. L’appello è pressante: la Balanzoni invita gli italiani a restare in casa per diminuire le possibilità di contagio del Covid-19 usando queste parole che ad alcuni medici e infermieri, stando a quello che scrivono alcuni siti, non è piaciuto. “Videocazziatone per tutti: dovete restare a casa. Le scuole sono chiuse fino al 15 marzo. Fatevi una domanda. Italiano medio, fatti una domanda”. 

“Se le scuole stanno chiuse fino al 15 di marzo, secondo te A è Pasqua, e non lo è, te lo dico, B c’è un pericolo di contagio. B, B, accendete la B. Io voglio sapere cosa ci fa tutta questa gente in giro. C’è troppa gente in giro. Ve lo dico in maniera chiara: non ci sono i posti nelle rianimazioni, non ci sono abbastanza respiratori, noi anestesisti non ci siamo. Vuol dire che i posti in rianimazione sono un numero, i pazienti che ne avranno bisogno sono e saranno di più. L’unica cosa che si può fare quando non ci saranno più respiratori, è bloccare le sale operatorie, vuol dire che chi deve essere operato, non può essere operato. I respiratori e il personale medico, non sono sufficienti a garantire il numero di letti nelle rianimazioni. Se continuate a stare assembrati nei bar, nelle discoteche e se continuate a fare la vostra vita come sempre, aumenterete il numero dei contagi. Se continuate così, il numero dei polmoniti che ha bisogno di rianimazione aumenta e noi non sappiamo dove metterli. E’ chiaro? La situazione è difficile”.

Fonte: Il Tempo, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev