Corso Francia, il VIDEO del gioco del semaforo rosso: due ragazzi schivati dall’auto in corsa

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 29 Dicembre 2019 10:00 | Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre 2019 13:01
Corso Francia a Roma, ecco il VIDEO del gioco del semaforo rosso: due ragazzi schivati dall'auto in corsa

Corso Francia, il VIDEO del gioco del semaforo rosso: due ragazzi schivati dall’auto in corsa (Foto da video)

ROMA – Roma, Corso Francia: eccolo il gioco del semaforo rosso. Il giochino, come lo chiamano i ragazzi di Roma Nord: due ragazzi attraversano velocemente la strada mentre le auto sfrecciano. Presumibilmente i due ragazzi stanno passando col rosso, visto che le vetture procedono spedite. L’auto dalla quale è stato registrato il filmato evita i due ragazzi per un attimo. Siamo a pochi metri dal luogo in cui Pietro Genovese ha travolto Gaia von Freymann e Camilla Romagnoli, le sedicenni morte pochi giorni fa.

E’ importante ribadire che non è assolutamente provato che Gaia e Camilla stessero provando questa sfida, e infatti anche i genitori delle vittime si sono affrettati a smentire questa ipotesi. Ma da quando il Gip ha scritto, nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Genovese, che le due ragazze sono state imprudenti nell’attraversamento, la moda di passare col rosso è sulla bocca di tutti. Lo ha detto Cecilia, un’amica delle due. Lo ha raccontato il papà di un’altra ragazza. Lo sanno i commercianti della zona. E ora c’è questo video, diffuso sui social e diventato “virale”, come si usa dire, in poche ore. Un video non datato, non collocabile nel tempo: non si sa dunque se sia stato girato prima o dopo l’incidente mortale che sta riempiendo le pagine dei giornali e i titoli dei tg.

La famiglia di Camilla nega il gioco del semaforo rosso.

“Stiamo svolgendo, compatibilmente con i nostri poteri e nei limiti consentiti, nostre indagini difensive agli esclusivi fini dell’accertamento pieno della verità. Abbiamo anche contattato uno dei periti italiani più prestigiosi nella ricostruzione scientifica degli eventi complessi e drammatici, al fine di avere, quando sarà possibile, una ricostruzione, appunto, scientifica dell’incidente”. Lo annuncia l’avvocato Cesare Piraino legale dei genitori di Camilla Romagnoli.

“Teniamo a dire – puntualizza Piraino – che è falso che il gruppo degli amici di Camilla avesse l’abitudine di svolgere quel fantomatico gioco del semaforo rosso di cui qualcuno ha parlato”. “Sono profondamente rattristato – aggiunge il penalista – prima che come difensore dei signori Romagnoli, come cittadino, per gli interventi in libertà di persone solo incuriosite dal fatto drammatico che ha gettato nella tragedia tre famiglie. Attendiamo con fiducia l’esito delle indagini da parte della Procura della Repubblica”. Il legale, infine, precisa “che mai la signora Romagnoli si è espressa nei termini di cui si è letto in qualche notizia di stampa relativamente agli arresti domiciliari di Pietro Genovese; anzi, sin dal giorno dopo il drammatico incidente, la famiglia Romagnoli e in particolare la signora Romagnoli, ha tenuto a ribadire più volte che loro interesse è solo la giustizia e mai la vendetta”.

Corso Francia, il giochino del semaforo rosso.

“Lo chiamano il giochino del semaforo rosso e quando mia figlia e la sua amichetta me lo hanno spiegato dopo la morte di Camilla e Gaia, mi sono venuti i brividi. Si tratta di attraversare le due carreggiate di Corso Francia veloci mentre per i pedoni è rosso e per le auto che sfrecciano è verde, sfidando la sorte. Un gioco folle del sabato sera e non solo, in voga tra i giovanissimi di Ponte Milvio. Lo fanno per farsi grandi riprendendosi anche con gli smartphone, creando storie sui social che poi si cancellano nel giro delle 24 ore”. Lo dice  M. L., 43 anni, un piccolo imprenditore intervistato dal quotidiano Il Messaggero.

L’amica di Gaia: “Anche io sono passata col rosso”.

“Vado lì ogni giorno. Accanto a quel guardrail pieno di fiori. Mi siedo e penso a Gaia. Alla mia amica che non c’è più. Ai nostri giorni insieme. E rifletto su quanto siamo incauti noi ragazzi. Perché sì, anche io ho attraversato corso Francia di notte, correndo, fuori dalle strisce pedonali e con il semaforo verde per le auto. Rischiando la vita”. Cecilia, 16 anni, amica e coetanea di una delle due ragazze morte investite da un’auto, ammette a Repubblica che attraversare in quel punto così pericoloso è un’abitudine.

“Sì, purtroppo. L’ho fatto anche io. Prendi la rincorsa, scavalchi il guardrail e corri più veloce che puoi dall’altra parte”. Perché? “Forse perché abbiamo 16 anni? Per fare più in fretta a raggiungere i tuoi amici, per non fare tardi sulla via del ritorno a casa. O forse e lo so che è stupido, perché è divertente. Pensi sempre che se guardi bene a destra e a sinistra, e corri forte, dall’altra parte ci arriverai”. Una sfida? “No, una leggerezza, un azzardo – risponde Cecilia – Finora nessuno dei miei amici aveva avuto un incidente”.

Fonti: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, Ansa, Il Messaggero.