Corteo Cgil a Roma: un mln in piazza FOTO/VIDEO. Camusso: “Avanti con sciopero generale”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Ottobre 2014 8:51 | Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2014 14:44
Corteo Cgil a Roma contro Jobs Act e Manovra. Pd diviso tra Leopolda e piazza

Corteo Cgil a Roma contro Jobs Act e Manovra. Pd diviso tra Leopolda e piazza

ROMA – “Avanti con lo sciopero generale”, dice il leader della Cgil Susanna Camusso. E’ la giornata del maxi corteo Cgil. A Roma, piazza San Giovanni, ci sono circa un milione di persone arrivate da tutta Italia. Un corteo “classico” iniziato con la marcia, continuato con il discorso della Camusso e l’annuncio dello sciopero, finito poco dopo le 14 con i manifestanti che si salutano cantando “Bella ciao”

Tutti in piazza per protestare contro il Jobs Act e contro la legge di stabilità. E infatti il premier Matteo Renzi non si nasconde: “È una piazza di protesta sindacale ma anche politica contro di me. La ascoltiamo, come ascoltiamo anche gli altri 60 milioni di italiani”.

“E’ una manifestazione bella, grande, con tanta gente che chiede lavoro e chiede di estendere i diritti“, ha detto il segretario generale Cgil, Susanna Camusso. La gente in piazza, ha detto Camusso, “chiede lavoro, giustizia sociale, la possibilità di studiare e che si estendano i diritti”. La Cgil è pronta ad utilizzare “tutte le forme necessarie” a sostegno delle proprie richieste, compreso lo sciopero generale.

Crisi e rigore continueranno a tenere il Paese nella stagnazione e la legge di stabilità non cambia verso”, spiega ancora Susanna Camusso, rivolgendosi al premier Renzi dal palco di piazza San Giovanni. “Forse qualcuno pensa che l’uguaglianza sia una parola antica, per noi non lo è”.

Ma si tratta di una manifestazione di sindacale che divide ulteriormente il Pd. In piazza ci sarà infatti anche una parte del Pd, ma proprio nel giorno in cui a Firenze il segretario del partito chiama a raccolta i suoi seguaci alla Leopolda.

Francesco Bei su Repubblica spiega la spaccatura:

Per quanto Renzi si sforzi di smentire il “ping-pong” fra le due agorà democratiche, la contrapposizione è nei fatti. E se non sarà una “scissione nel Pd”, come pronosticava il Giornale berlusconiano, la lacerazione è fortissima. Scissione d’anime. Lo stesso Graziano Delrio, dopo aver avvertito che in parlamento si dovrà comunque votare il Jobs Act, ha ammesso che il suo cuore “è con chi sta in piazza”.

“La schizofrenia c’è – osserva Cesare Damiano, prima tessera Cgil nel 1970 – e riguarda un po’ tutti: noi che sosteniamo il governo ma andiamo in piazza e anche Renzi, che è segretario del partito e organizza una Leopolda che non è del partito. Adesso dobbiamo scontare questa separazione, lo dirà il tempo se ci saranno i termini per una ricomposizione “.

Già, la “schizofrenia” di cui parla Damiano sarà la cifra della giornata. E se ne sono accorti gli oltre cinquecento delegati sindacali Fiom che hanno firmato un appello all’ex segretario Cgil Guglielmo Epifani, affinché “prenda una posizione netta sul Jobs Act e si smarchi dalla linea del suo partito” abbandonando il “basso profilo” assunto finora.

Le foto della manifestazione (Ansa)