Costa Azzurra, annegati in garage per salvare le auto

di Danilo Meconio
Pubblicato il 5 Ottobre 2015 11:08 | Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre 2015 13:06

NIZZA – Morire per salvare un’automobile. Morire quando pensi invece di averla sfangata. Quando pensi che il peggio sia passato. Quando pensi che non vuoi perdere tutto, che quell’auto che magari stai ancora finendo di pagare non la vuoi vedere distrutta e marcia per colpa dell’acqua. Morire in un parcheggio sotterraneo che improvvisamente diventa una prigione, perché l’acqua è traditrice e arriva violenta all’improvviso anche se fuori, da qualche minuto, ha smesso di piovere.

E’ successo a quattro persone, quattro delle diciotto vittime dell’alluvione (e mancano all’appello ancora 3 dispersi) che si è abbattuta con una violenza non prevista domenica 4 ottobre sulla Costa Azzurre. In poche ore, a Nizza e dintorni, è caduta una quantità d’acqua che di solito servono due mesi per vederla. Ma la morte di questi quattro ha l’assurdo dell’evitabile. Perché i quattro, tutti residenti in un palazzo di Mandelieu-la-Napoule, hanno deciso di sfidare la sorte. Hanno avuto paura prima, quando l’acqua scendeva violentemente, si sono rilassati quando hanno visto che si placava.

E a quel punto sono scesi in garage. Per tirare fuori le loro auto. E‘ scesa una coppia, marito e moglie. Sono entrati in garage. Ma poi è arrivata l’onda, violenta e improvvisa. Il garage è diventato una bara. Impensabile che funzionassero i comandi elettrici di apertura delle porte. I due hanno provato a fuggire. Lui ce l’ha fatta, lei no. Lei, nella mattinata di oggi 5 ottobre è ancora là, dentro il garage. Morta. Il marito è fuori, che piange e urla disperato. Dice che non se ne andrà se prima non porteranno fuori la moglie. Lui solo sa se l’idea folle di andare a riprendere l’auto sia stata sua o della donna. Ma quella donna non è l’unica vittima. In un altro garage poco distante ce ne sono altri tre. Tutti uomini. Morti per lo stesso motivo: riprendere l’automobile.

Il racconto del dopo alluvione è pieno di persone che si sono salvate cercando riparo verso l’alto. Una donna è stata soccorsa dai vicini del piano di sopra, un uomo è stato addirittura recuperato con una corda. L’alto, dove l’acqua non arriva. Nei garage, invece, è arrivata: forte, violenta e implacabile.

(Foto Ansa)